Giro, a Pieve di Soligo il tris di Magnier in volata. Milan terzo
La 18esima tappa regala spettacolo, vince a sorpresa il francese: al friulano nel finale è mancato il supporto dei compagni di squadra. Tantissima gente sul muro di Ca’ del Poggio

Avere 40 milioni di budget e uno dei migliori velocisti del mondo e lasciarsi sfuggire quello che gli lancia le volate. Alla Lidl Trek hanno sbagliato tutto perché Jasper Stuyven, il belga che tirava le volate a Milan, ora corre per la Saudal Quick Step e fa letteralmente vincere un altro velocista, Paul Magnier.
È lui, a sorpresa, il vincitore della tappa di Pieve di Soligo, in cui gli sprinter dovevano essere tagliati fuori dal Muro di Cà del Poggio, una torcida tra le vigne del Prosecco con pendenze da urlo in un chilometro, e invece hanno fatto un numero andando a giocarsi una volata inaspettata.
L’esito? Semplice, ha vinto Magnier che è forte, perché è al terzo successo di tappa e con questa vittoria ha ripreso (e blindato) la maglia ciclamino, ma con Stuyven ancora alla Lidl Trek forse avrebbe vinto Milan.
Basta guardare questa volata, come le prime due in Bulgaria.
Il belga, in aprile terzo alla Parigi Roubaix e nel 2021 primo alla Milano Sanremo, quindi un fuoriclasse o giù di lì, ha messo la vittoria sul piatto d’argento al suo capitano pilotandolo nel toboga finale di Pieve.
Milan invece, all’ultima curva, ha perso la ruota di Magnier anticipato dall’ottimo Edoardo Zambainini (Bahrain) e così ha lanciato la volata ormai con troppi metri di svantaggio per recuperare dal forte francese.
Tirando le somme: Milan,che non è un mago nel posizionamento, ha esitato nelle due curve finali perché si è trovato, come sempre, da solo. Riguardatevi la volata, Stuyven è un pilota d’eccezione, Magnier uno sprinter di livello. Milan un velocista solo e deluso. «Non mi aspettavo questa vittoria», spiega il vincitore, «pensavo di esser stato tagliato fuori dalla volata sul muro, invece ho tenuto duro e grazie a Stuyven ho vinto».
Milan? Prova a dissimulare la delusione. «Gara durissima, i ragazzi hanno fatto un grande lavoro tenendo cucita la corsa, io ho resistito sul muro e poi i compagni ma hanno aiutato. Mi dispiace solo di non essere riuscito a mettere la ciliegina sulla torta, ho sbagliato il posizionamento nell’ultima curva, sarei dovuto rimanere sulla ruota di Magnier ».
Ovvio, mica può dire il friulano che con Stuyven dalla sua parte avrebbe vinto. Vero, la Lidl Trek lo paga oltre due milioni di euro l’anno, ma ha fatto male i calcoli lasciando andar via Stuyven.
«La Soudal gli offriva un contratto da capitano», ci ha detto giorni fa il manager del corridore friulano, Manuel Quinziato, «e lui è andato a prenderselo».
Ci mancherebbe, ma, per le caratteristiche che ha, Milan ha bisogno di un pilota che lo metta nella condizione ideale di sprigionare quei watt che nessun altro in gruppo ha nel motore.
Hanno lavorato quelli della squadra del team principal Luca Guercilena, hanno tenuto cucita la corsa credendo nel fatto che il corazziere friulano con la sua potenza riuscisse a superare indenne Cà del Poggio, hanno inseguito e raggiunto in discesa il gruppetto con un pimpante Jonas Vingegaard e gli uomini di classifica, ma senza uno che finisse il lavoro è stato tutto vano.
Radio mercato dice che Jordi Meeus, forte velocista belga della Red Bull Bora, sarebbe vicino alla Lidl Treek.
Magari, chissà, è lui il prescelto per colmare la lacuna e far ritornare il sorriso a un Milan che domani arriverà nel suo Friuli col broncio e avrà solo l’ultima volata di Roma a disposizione per salvare il bilancio del suo Giro. Ma con Stuyven dall’altra parte come lo batti Magnier? Godiamoci il tappone dolomitico va.
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