«Giovanili: da 3 mesi non si vede un euro»

Realini a Corvezzo: «Niente divise e pulizie fatte dai genitori»

Giocatori fino a dicembre senza divise di rappresentanza e borse ufficiali. Autisti dei pulmini che rivendicano spese per pedaggi autostradali e rifornimenti di carburante. Accompagnatori che comprano il té, genitori che fanno le pulizie degli spogliatoi. A raccontarlo, Stefano Realini, allenatore dimissionario degli Allievi nazionali del Treviso, che richiama l'attenzione sulle condizioni in cui versa il settore giovanile biancoceleste. Dal credito rivendicato dall'hotel Due Ragni al secondo deferimento abbattutotosi mercoledì sul club di via Foscolo, non passa giorno senza che il pres Corvezzo venga tirato in ballo. Dopo l'intervento di venerdì, in cui il presidente aveva rassicurato e «minimizzato» sullo stato dell'arte, sono piovute le sonore repliche di un ristoratore e un ormai ex tecnico del vivaio. Senza contare l'ultima «sberla» in arrivo (dopo il deferimento è attesa la pena) dalla giustizia sportiva. Realini, ancora consigliere dell'Accademia, chiamato in causa replica: l'allusione fatta da Corvezzo sul «sobillatore» della rivolta delle giovanili, l'ha letta come un riferimento a sè. Sabato si è dimesso e ha steso un comunicato. Ad affiancarlo ieri, Ivano Zanatta (ds giovanili, a casa in attesa di chiarimenti), Orietta Miotto (vice presidente Academy che ora disgiunge la propria sorte da quella societaria) ) e Ivone Fior (ex autista). «Si è detto che le voci venivano da fuori... E avevano detto di aver avviato un nuovo modo di far calcio... Ma chi ci rimette sono i ragazzi. Promesse e accordi non mantenuti. Corvezzo? L'avevo cercato, ma ci non ho ancora parlato», spiega Realini. Il suo «J'accuse» è nato dalle dichiarazioni di Corvezzo «che - dice - mi hanno interessato in prima persona, quale allenatore delle giovanili. E' con enorme dispiacere e rammarico che comunico di aver già rassegnato le mie dimissioni irrevocabili da allenatore degli Allievi nazionali: ho sempre svolto questo ruolo con il massimo entusiasmo e grande spirito di affetto e appartenenza alla città. A fronte del continuo susseguirsi di episodi spiacevoli, ho sentito prevalere un senso di avvilimento e frustrazione». Ritornando al 10 gennaio: «Quattro allenatori delle giovanili non si sono presentati per protesta agli allenamenti. La sospensione non ha rigurdato tutti i 6 allenatori solo perché le squadre che si allenano il martedì sono 4. I tecnici hanno iniziato l'attività a metà agosto e ad oggi hanno ricevuto i rimborsi spese del primo mese e, solo 3 tecnici, un acconto del secondo; lo sciopero era già stato ventilato più volte e poi rientrato. Preciso che ho partecipato per solidarietà, ma la mia prestazione è gratuita». Pulmini. «Gli autisti sono in agitazione in quanto lamentano, oltre al mancato pagamento del rimborso spese pari a 3 mensilità, anche il mancato rimborso delle spese per pedaggi autostradali e carburante». Squadre: «Il settore giovanile si è allenato e ha disputato l'andata (sino a dicembre), senza ricevere il materiale necessario: dalle tute di rappresentanza ai palloni». Si evidenzia il «disagio vissuto da ragazzi, tecnici e genitori», prima del botto finale: «Da circa un mese le pulizie degli spogliatoi del centro sportivo di Lancenigo sono eseguite dai genitori di un giocatore, per evitare che i ragazzi debbano cambiarsi in un ambiente non pulito».

Mattia Toffoletto

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