Ghiraldini ritorna e trova l’azzurro

Rugby Benetton: Il tallonatore in campo dopo il lungo stop «Ma con i Saracens si poteva vincere». Ora il Sei Nazioni

di Silvano Focarelli

«Un coraggioso Treviso ha reso duro il compito dei Saracens» (skysports.com); «I Saracens hanno fatto il loro lavoro» (plaentrugby.com); «Mc Call elogia i grintosi Saracens» (espnscrum.com). La stampa londinese punta i riflettori sull’unica squadra inglese tra le 12 sopravvissute nella Heineken Cup. A proposito, cinque team appartengono al Pro 12, a conferma della bontà del torneo nel quale milita, con grande onore, il Benetton ed al quale dedicherà tutta la sua concentrazione a partire da dopo la pausa, il 9 febbraio (senza i nazionali), giorno della gara a Leinster. A Monigo sabato c’è mancato ben poco che gli spocchiosi «Sarries» ci rimettessero i fez orgogliosamente esibiti dai loro fan: un insieme di circostanze sfortunate ha impedito ai Leoni di mettere a segno la terza meritata meta. In compenso s’è rivisto un buon Leo Ghiraldini, che da ottobre mordeva il freno per la nota squalifica.

«Eh, l’attesa è stata lunga e la voglia di giocare era tanta-dice il tallonatore padovano-il mio ritorno poi è coinciso con una partita fantastica; mi sono trovato bene, ma non ero nemmeno preoccupato, essendomi sempre allenato con la squadra fisicamente sto bene. In quanto alla partita qualche rammarico c’è: qualche punizione subita di troppo, quella meta d’intercetto subita ad inizio di ripresa, senza queste cose il punteggio sarebbe stato diverso. Primo tempo bellissimo, il secondo un po’ spezzettato, per un quarto d’ora non siamo entrati nella loro metà campo: purtroppo se non riusciamo a prendere il ritmo a volte ci perdiamo. Un altro rimpianto è quella mischia avuta senza esito ai 5 metri, credo comunque che nel bilancio dobbiamo considerare anche le cose buone». Come l’aver retto a una tra le più forti mischie d’Europa. «E’ la base del nostro rugby. Senza una grande touche e mischia chiusa nessuno riesce ad impostare il gioco, noi però di più. E credo che sabato abbiamo fatto ottime cose» Che cosa cambia con un segnalinee al posto dell’arbitro?

«Per come all’inizio s’era rapportato con noi, Rolland era apparso molto sicuro di sé: arbitro esperto, aveva subito preso in mano la situazione. Chiaramente poi non è mai facile per nessuno entrare in campo a gara in corso, ognuno ha un metro di giudizio diverso: all’inizio Carvill era non dico intimorito ma forse avrebbe dovuto imporsi maggiormente. Ad ogni modo abbiamo cercato di adeguarci: giudicare gli arbitri non è compito nostro».

Ghiraldini è uno dei 13 giocatori del Benetton che da domenica sera è a Roma, a disposizione del nuovo ct Jacques Brunel, in vista delle prime due giornate del Sei Nazioni, 4 e 11 febbraio, rispettivamente a Parigi con la Francia e all’Olimpico di Roma contro l’Inghilterra. Gli altri 12 sono Cittadini, Antonio Pavanello, Van Zyl, Barbieri, Derbyshire, Zanni, Gori, Semenzato, Burton, Benvenuti, Sgarbi e Mc Lean.

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