Franco Foda, il ct dell’Austria aveva il papà di Vittorio Veneto

vittorio veneto
Franco Foda, commissario tecnico dell’Austria, affronta le sue origini che sono radicate a San Lorenzo, frazione di Vittorio Veneto. Sabato sera, nella cornice del Wembley Stadium, andrà in scena il secondo ottavo di finale degli europei di calcio tra Italia ed Austria: sicuramente al selezionatore austriaco torneranno in mente tanti ricordi, soprattutto legati a suo padre Enrico. Ebbene sì perché, come suggerisce il nome, Foda anche se è di nazionalità tedesca ha delle chiare origini italiane, in particolare il ceppo della sua famiglia ha base nella località di San Lorenzo a Vittorio Veneto. Infatti, il classe ’35 Enrico Foda, padre di Franco, è partito dalla Marca tra il ’59 e il ’60 per andare a lavorare in Germania, precisamente a Magonza, dove ha conosciuto la sua futura moglie con la quale ha messo al mondo quattro figli: Daniela, Klaus, Andrea e l’attuale ct dell’Austria.
Enrico è venuto a mancare nel 1998, sempre in terra tedesca, ed ora il figlio Franco porta avanti il nome della famiglia, anche se ormai è stabilmente trapiantato in Germania. E se San Lorenzo e tutt’Italia tiferanno azzurro sabato sera, almeno un pizzico di orgoglio attraverserà, non solo i Foda, ma tutti i vittoriesi che vedranno nei loro schermi, a casa o al bar, un tecnico che aveva il padre di questi posti.
«Quando vedo Franco in televisione sono sempre al settimo cielo perché, quando era piccolo, l’ho tenuto qua per due o tre anni. Dopo è venuto a trovarmi quando mi sono sposata, mentre i suoi fratelli sono venuti qualche anno fa», dice Loredana Foda, zia di Franco e sorella di Enrico, padre del ct.
«Enrico era una persona squisita e buona», continua Loredana parlando del fratello, «ha passato 40 anni in Germania, lavorando come rappresentante della Fiat e della Volkswagen e tutti gli volevano bene. Quando tornava in Italia, veniva sempre a casa mia, mangiava e dormiva da me. Era davvero una brava persona, e non lo dico perché era mio fratello, ma lo pensano tutti: quando è venuto a mancare, nel ’98, al suo funerale in Germania ,c’erano tantissime persone, non avevo mai visto un funerale così partecipato».
Anche Alessandro Foda, cugino del selezionatore dell’Austria, spende solo belle parole per suo zio Enrico: «Ho ricordi di lui quando ero molto piccolo ed era una persona di animo sempre buono. Quando veniva a trovarci portava davvero una marea di regali per noi nipoti, era sempre una festa. Poi aveva il vizio della sigaretta, sempre una dietro l’altra, e beveva sempre il caffè». Di Franco, invece, le memorie non sono molte, ma assai intense: «Sono molti anni che non scende in Italia, personalmente non ho ricordi. Ho una cartolina, però, come si usava all’epoca con il suo autografo. È pur sempre un cimelio ed è sempre bello riprenderla in mano».
A San Lorenzo, quindi, l’ottavo di finale tra Italia ed Austria sarà una festa dalla doppia valenza, anche se non ci sono dubbi su chi tiferanno i Foda di Vittorio Veneto.
«Ovviamente forza Italia sempre!», conclude Alessandro «Proverò sicuramente un’emozione forte, oltre agli azzurri ho guardato tutte e tre le partite dell’Austria. Franco mi ricorda molto mio padre, venuto a mancare nove anni fa: hanno i lineamenti del naso e della bocca molto simili, anche le movenze e i gesti sono quasi identici». —
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