Flavia Zanfrà l’occhio di falco della carabina

L'imminenza delle Olimpiadi londinesi offre spunto per ricordare che Treviso vanta una storia lunghissima nel tiro a segno. Una trevigiana d'adozione, Flavia Zanfrà (in foto), partecipò alle...

L'imminenza delle Olimpiadi londinesi offre spunto per ricordare che Treviso vanta una storia lunghissima nel tiro a segno. Una trevigiana d'adozione, Flavia Zanfrà (in foto), partecipò alle Olimpiadi di Seul nel 1988. Tra i diversi tiratori della sezione di Treviso, Flavia merita un posto d’onore. Nata a Trieste da una famiglia molto sportiva si imbatte nel fucile a 15 anni grazie al padre che la sprona verso questa disciplina. «Fu subito grande amore - confessa - e mi impegnai a fondo per migliorarmi in fretta». A 18 anni vince il primo titolo italiano nella carabina 3 posizioni donne. Si trasferisce prima a Firenze (dove viene seguita da Aldo Vigiani e frequenta l’Isef), poi a Perugia. Comincia un periodo ricco di soddisfazioni sportive costellato di vittorie all’estero, entrando nel ristretto novero di probabili olimpici nella preparazione ai Giochi di Mosca. Tra il 76 e l’88 vince 24 titoli italiani, diventando di fatto primatista imbattuta per circa quindici anni.

«Il presidente del poligono di Padova, Trevisan, si accorse di me e mi volle a tutti i costi. Mise insieme una squadra fortissima, che si aggiudicò tutto». Nel 1983 Flavia si laurea (con una tesi, guarda caso, sul tiro a segno) e vince il concorso a Padova come insegnante. «La mia maturazione e le mie vittorie continuarono alla fine degli anni '80, quando Elio Gallina, allenatore della Sezione di Treviso, mi convinse a trasferirmi». Per Treviso la Zanfrà si aggiudica gli assoluti nella tre posizioni, la prima donna in Italia, lasciandosi alle spalle un nugolo di tiratori uomini eccellenti. Frequenta la scuola dello sport a Roma nella specialità di tiro a segno per due anni e mezzo. «Fu l'anno delle Olimpiadi di Seul. Gareggiai come tiratrice di aria compressa che non è la mia specialità, essendo una tiratrice a fuoco». Dall’86 grazie al suo contributo Treviso si aggiudica ben 5 titoli italiani. Nei 10 anni successivi, Flavia continua a spostarsi per l'Italia ma mantiene ottimi rapporti con la società trevigiana, dove torna nel 2002. Nel 2001 entra nella Commissione tecnica del Consiglio direttivo nazionale, Aldo Vigiani le affida gli azzurri juniores.

«Dal 2004 al 2008 ho seguito il gruppo B di carabina anche come preparatore atletico». Ruolo che ricopre attualmente nella nazionale juniores di pistola. «Nel 2007 sono diventata c.t. della Nazionale sordi. «Esperienza umana davvero unica che mi ha concesso di portare la nazionale alle Olimpiadi di Taipei». Flavia si divide, con il dinamismo che la contraddistingue, tra il ruolo di tecnico e quello di atleta. «Voglio ancora esprimermi ad alti livelli, essere un esempio per chi non è più giovanissimo;spero di riuscire a spronare anche i giovani che in questo sport, come negli altri e nella vita non si devono fermare alla prima difficoltà: non si deve mai mollare, ma lottare perché ne vale sempre la pena».

Prando Prandi

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