Favaro: «La mia Tarvisium può ancora crescere»

Roberto Favaro, la sua Volteco è neopromossa inserie A, ma dopo tre giornate è sola in vetta al girone. Tre vittorie, due in trasferta. C’è un segreto?
«Entusiasmo, voglia di correre e di giocare ogni pallone come se fosse il più importante. E spirito di sacrificio. Ma vi sembrano segreti?»
Allora è lo spirito Tarvisium, dove dalle giovanili alla prima squadra c’è la religione placcaggio-difesa-pressione?
«Diciamo che c’è un lavoro che viene da lontano, un gioco assimilato, i giovani che arrivano in prima squadra sono preparati. Ma sappiamo anche attaccare, con Vicenza e Badia segniamomete in sesta fase. E sui palloni di recupero sappiamo riorganizzarci bene».
Le 4 mete di Badia sono tutte state segnate da ragazzi di 18 e di 19 anni: forse un record fra i seniores. Magari prende nota Troncon, ct dell’Italia U. 20.
«I ragazzi hanno più spazio anche perchè ci sono infortunati, ma hanno lo spirito giusto. E la squadra riesce a fare di necessità virtù».
Avete 5 punti di vantaggio, domenica ricevete l’Udine seconda (San Paolo, 14.30 ndr). Si può pensare in grande?
«Secondo me dobbiamo conservare l’approccio avuto sin qui, guai a pensare di essere arrivati. Eravamo la sorpresa, siamo diventati la squadra da battere, ma questo non deve condizionarci»
Il vostro obiettivo era la salvezza. E adesso?
«Certo siamo al di là di ogni aspettativa: chi di noi poteva pensare di essere in questa posizione dopo 3 giornate? Nessuno. Ma dico che abbiamo tanti margini, dobbiamo crescere in tanti aspetti del gioco, facciamo ancora errori evitabili. Prima della sosta ci sono Udine e Rubano in casa, il Valsugana fuori: fra tre settimane rifacciamo i conti e vediamo».
Sugli scudi il pilone Salandria e il regista Pizzinato.
«Personalmente dico che c’è un collettivo, dove le doti individuali aggiungono qualità complessiva in campo. E se devo parlare di singoli, non finirei più: c’è chi ha lavorato duro dopo gravi infortuni, chi ha poco più di 20 anni e si assume responsabilità, chi assicura esperienza, chi invece lavoro oscuro, e chi qualche altra cosa. E tanti altri ancora. Il gruppo è sempre la nostra forza». (a.p.)
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