De’ Longhi prenditi la finale dei playoff nel Soragna’s day

Basket promozione: seconda sfida con Belluno senza Sales Il match tra Quinto e Nervesa deciderà l’avversario

È la partita che può regalare alla De’ Longhi la finale dei playoff di Promozione: alle 20.30 (diretta su Veneto Uno) appuntamento in un Natatorio che si annuncia pieno come un uovo, c’è garadue contro Belluno, la quarta quest‘anno fra le due squadre: Tvb in stagione è 3-0. Serata nobilitata dalla presenza di Matteo Soragna, grande capitano casual per un lustro, ma mortificata dal forfait di un altro bel personaggio di poco più anziano, Pippo Sales, che stavolta non ha potuto dire no ad impegni di lavoro. Proverà a liberarsi in tempo ma sarà dura. Per sfidare la vincente di Quinto-Nervesa (garadue inizia sul Montello mezzora prima, Quinto è 1-0) dunque Goran Bjedov dovrà affidarsi esclusivamente ai suoi under, fra i quali spiccano le assenze di Cecchinato, Busetto e Fornasier, il cui ginocchio, confermato, non ha riportato danni gravi. «Speriamo non ci sia… tre senza quattro» scherza il coach, che poi torna serio «credo sarà un altro match equilibrato, dovremo stare con gli occhi aperti, alzare ancor più l’intensità ed il ritmo rispetto a garauno, il nostro marchio di fabbrica, ed avere maggiore pazienza in attacco». Tutto verrà agevolato da oltre 1000 tifosi. «Sì, con loro è più facile però Belluno resta un’ottima squadra, che richiederà la massima concentrazione in ogni cosa che faremo: loro hanno giocatori d’esperienza che ci possono punire in qualsiasi momento». Un altro finale punto a punto è da sconsigliare. «Anche perché la legge dei grandi numeri impedisce di credere che ci vada sempre bene». Il Valbelluna si rifugerà presto a zona, l’attacco alla quale per voi resta abbastanza farraginoso. «A Belluno più che altro non ci entrava il tiro da fuori, che in questi casi resta l’arma migliore. Perciò meglio un passaggio in più per costruirsi un tiro pulito». Loro non hanno saltatori per contrastare un 2.05 tutto atletismo come Vedovato. «Cercheremo di servirlo vicino al canestro al momento giusto, ma lui deve dominare nelle due aree ed a rimbalzo; sono tutti particolari che dovremo applicare sul campo, ricordandosi sempre un concetto basilare: è la squadra che vince, non il singolo».

Silvano Focarelli

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