Dalla pizzeria si alza un urlo «Campioni!»

Conegliano. Conegliano è la capitale mondiale del volley e la città festeggia unendo tutti i cuori gialloblù, che hanno palpitato per un’intera settimana sfidando le difficoltà del fuso orario e tifando anche da così distante. Cori da stadio, anzi da... Palaverde, si sono sentiti anche al ristorante “da Gennaro” a Conegliano, scelto da un manipolo di supporter per vedere insieme la partita. «La proposta», spiega Sandra Modolo, «è nata subito dopo la vittoria in semifinale: volevamo in qualche modo sostenere la squadra, seppure a distanza, e abbiamo organizzato tutto al volo, via messaggio e su Facebook». La risposta è stata immediata, nonostante il poco preavviso e l’orario non facilissimo.
«Devo ringraziare il gestore del locale Alberto Mansi e sua mamma Rosanna, perché ha accettato la proposta: ha addirittura aperto il locale in anticipo, alle 10, per consentire a cinque di noi di vedere anche la finale per il terzo posto. Poi verso mezzogiorno sono arrivati gli altri e alla fine eravamo una quarantina, tra cui due tifosi Imoco venuti da lontano: Franco Rubano di Genova e Michele Orione di Voghera, che sono partiti ieri mattina alle 7, per vedere la gara assieme a noi, anche se solo in tv, come avrebbero potuto fare anche da casa: è un segno che anche lontano da Conegliano la squadra è amatissima».
Consumato un pranzo veloce, si è entrati nel clima della partita, con un po’ di curiosità da parte degli altri avventori. «Più di qualcuno infatti si è incuriosito, sentendo i nostri cori. Ma la felice coincidenza è stata avere, proprio nella tavolata vicina alla nostra, una delle squadre giovanili del Team Spes Conegliano, che aveva appena giocato una partita e si è unita nel tifo, festeggiando con noi». Anche tra i tifosi c’è stata un po’ di sorpresa nel vedere la consegna della coppa in modo quasi frettoloso a fine gara. «Inizialmente ci siamo rimasti un po’ male, ma poi abbiamo seguito su internet l’intera cerimonia: abbiamo riservato un’ovazione generale per Asia come miglior palleggiatrice e per Paola come mvp del torneo. Avere quattro delle nostre, con Robin e Kimberly, nel sestetto ideale è un grande orgoglio per tutti. Credo che gli altri premi siano stati assegnati in modo salomonico anche a qualcuna delle squadre turche, perché Moki avrebbe meritato di essere il miglior libero, ma per noi lo è comunque, e Paola è per forza di cose il miglior opposto».
In Cina invece il calore dei sei tifosi Imoco a Shaoxing alla fine ha coinvolto anche il pubblico cinese, che era più schierato per il Vakifbank. «È la vecchia squadra di Zhu, si dice che potrebbe tornare lì dopo le Olimpiadi. Ma i nostri tifosi sono stati davvero esemplari». Dalle informazioni ricevute pare che torneranno a casa (oggi con lo stesso volo della squadra) senza sciarpe gialloblù, perché le hanno regalate tutte, stringendo molte amicizie. A loro si sono aggiunti anche alcuni lavoratori italiani in Cina, tra cui otto operai della Sipa di Vittorio Veneto, e quattro studenti universitari che stanno facendo un master: in tutto erano una trentina i nostri connazionali presenti.
Paolone Sartori ha suscitato la simpatia di molti tifosi locali, che lo hanno scelto per i selfie, mettendosi in concorrenza con le giocatrici. La festa per tutti sarà domenica pomeriggio al Palaverde quando le Pantere torneranno a giocare in casa dopo ben tre settimane. «Credo», chiude Modolo, «che si debba dire grazie alla società per quello che ha costruito in meno di otto anni: sono stati bravi a capire che era questo l’anno giusto per accettare l’invito a partecipare al mondiale. Anche in caso di secondo posto avremmo dovuto essere contenti. Ma da campioni del mondo certamente lo siamo molto di più». —
Mirco Cavallin
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