Cuore Treviso nel miracolo Sassuolo

Paolo Bianco ha centrato la storica promozione in serie A a 36 anni, di Simone Missiroli il gol decisivo contro il Livorno

A quasi 36 anni, un campionato da titolare suggellato da una storica promozione. A 27 anni, la conferma di meritare un posto fra i grandi, realizzando al 96’ il gol-vittoria con il Livorno, nel giorno più importante per il club emiliano. Paolo Bianco e Simone Missiroli, entrambi ex Treviso, sono fra i protagonisti della favola Sassuolo, approdato per la prima volta in serie A. Bianco è il centrale difensivo più esperto della cadetteria, pedina insostituibile e assente l’ultima giornata solo per squalifica. Ha conosciuto una seconda giovinezza, centrando 34 gettoni. Al di là delle radici foggiane, si considera “mezzo trevigiano”: ha militato nel Treviso dal 1999 al 2004, infilando 148 presenze; da noi ha preso casa e trascorre molto tempo in estate, gli è stato intitolato un Fan Club e trevigiana è pure la moglie Marzia. «Dopo le vacanze in Sardegna, tornerò dalle vostre parti a metà giugno», spiega Paolo, «A Treviso, ho i miei migliori amici, vado sempre a mangiare il pesce “Da Nano” a Visnadello e sono iscritto pure alla Canottieri, mi vedrete remare un po’ lungo il Sile». Lo contattiamo dopo una scampagnata in bici fra le colline modenesi. L’ennesima occasione per festeggiare, un momento godereccio da vivere con gli amici: «Ho raggiunto, all’ultimo anno di contratto, l’obiettivo che mi ero prefissato tre anni fa, quando avevo firmato con il Sassuolo», commenta, «Alla mia età, tagliare un simile traguardo, è una grande soddisfazione. Sono molto contento, anche perché ho sempre giocato, escluse le squalifiche o i frangenti in cui fisiologicamente ho dovuto tirare il fiato. Questo sarebbe anche il mio ultimo anno, ma mi piacerebbe riuscire farne un altro in serie A. Dopo aver conquistato la promozione, sarebbe bello restare. Ne parleremo più avanti con la società». Ma quando avete pensato di avere la promozione in saccoccia? «Personalmente, soltanto sabato, quando Missiroli ha messo dentro il gol decisivo. Sembrava che la pratica promozione fosse cosa ormai fatta un mese fa, invece abbiamo rischiato un po’, prima di esultare all’ultima partita. La differenza quest’anno l’hanno fatta l’allenatore Di Francesco e il gruppo, elementi esperti, ma anche giovani molto forti: Berardi è un fenomeno, interessanti Boakye e Chibsah, ma occhio pure al secondo portiere Pigliacelli». Da “mezzo trevigiano”, ha seguito anche le tristi vicende dei biancocelesti: «Mi dispiace tantissimo per il Treviso, specie per gli amici Bosi e Pianu. Ho tifato per loro, Giovanni ha provato a fare il miracolo, peccato non gli sia riuscito». Stagione da incorniciare per Simone Missiroli, al Treviso nel torneo cadetto 2008/2009, fra i pochissimi a mettersi in luce in quella disgraziata annata. Dopo aver conosciuto la massima serie con Reggina e Cagliari, adesso il grande salto con i neroverdi. Sarebbe bastato il pareggio, ma ha voluto mettere il sigillo sulla promozione, firmando in extremis il successo sui labronici. «Non ci ho capito davvero nulla, non avevo neanche capito d’aver segnato», il suo racconto a CalcioWeb, «Dopo il tiro sono caduto e ho intuito d’aver segnato solo grazie al boato del pubblico. A quel punto, ho iniziato a correre all’impazzata, andando ad abbracciare tutti i compagni, lì ho capito che era finita». Il suo futuro sarà ancora in Emilia: «Qui mi trovo davvero bene, ho altri due anni di contratto e dovrei proseguire la mia carriera a Sassuolo anche il prossimo anno, puntando a far bene pure in A». Nella piccola Sassuolo, diventata grande con il Signor Mapei, al secolo Giorgio Squinzi (che a Ponte di PIave ha rilevato la Polyglass), Paolo e Simone hanno trovato l’isola felice.

Mattia Toffoletto

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