Cori razzisti al Tenni contro il Trapani

Il video dura solo 27 secondi, ma sufficienti per scatenare un caos mediatico. È stato realizzato con un cellulare da un tifoso del Treviso calcio e postato su YouMedia domenica, subito dopo la gara giocata contro il Trapani. Match teso, dal finale convulso originato dalla beffa (calcistica e non solo) patita dalla squadra di casa: la sconfitta negli istanti finali e due cartellini rossi. L’ultimo, a tempo scaduto, ritenuto ingiusto nei confronti di Giovanni Kyeremateng. Nel video si sentono urla e cori, davvero irrepetibili («terroni di m...») scagliati dalla curva degli ultras verso i giocatori siciliani mentre stanno guadagnando gli spogliatoi. Per la verità sarebbero immagini di gioia (per i tre punti conquistati dai siciliani all’87 che li lanciano in vetta alla classifica), non fosse per quell’indecente sonoro. Urla a squarciagola cretinamente modulate su un unico tema: quello razziale. Ieri quel video ha provocato un mare di proteste indignate, di reazioni e condanna, di commenti su tutti i siti sportivi: dalla rosea in giù, passando per i quotidiani nazionali. E pensare che tutto era iniziato nel parcheggio del Tenni con uno scambio “enogastronomico” tra le due tifoserie. Ma di tutto ciò, nessuno se ne sarebbe dato pena. Non i dirigenti e gli accompagnatori delle squadre che non hanno rilevato nulla. Non i giocatori. Né quelli del Treviso e nemmeno quelli del Trapani. Neppure l’arbitro che, pare, non avrebbe rilevato alcunché nel suo referto. Insomma, tutto sarebbe stato circoscritto alla solita goliardata domenicale dove lo stadio si trasforma in zona franca per dare sfogo agli istinti primordiali. «Mi trovavo all’ingresso degli spogliatoi e non ho sentito nulla» spiega Angelo Palmas, «Eravamo amareggiati per come è maturata la sconfitta, per l’espulsione di Kyeremateng: l’arbitro ha sentito un figlio di...ma c’era un giocatore del Trapani che spiegava all’arbitro che Giovanni non c’entrava nulla, la frase arrivava da dietro la rete, dall’esterno». «Però», conclude Palmas, «non vorrei che per un insulto gratuito di un cretino si creasse un caso: temo sia diventata una cattiva moda quella di postare video per creare la polemica». E mentre ieri Palmas andava dicendo questo, il suo collega Daniele Faggiano, ds del Trapani, era impegnato a rilasciare dichiarazioni alla stampa nazionale: «Non è successo nulla, anzi siamo stati trattati benissimo, la città e la società ci hanno accolto con calore ma di quei cori non so nulla. Certo, ho visto il video e, purtroppo, la mamma dei cretini è sempre incinta, ma allo stadio c’era anche un rappresentante della Procura Federale e non ci detto nulla. In ogni caso auguri al Treviso, ha i numeri e la grinta per salvarsi». «Non ne sapevo niente», ammette Nazareno Tarantino, campano d’origine e domenica capitano del Treviso. «Nello spogliatoio abbiamo parlato del caso di Giovanni ma non nessuno di noi ha udito insulti o cori razziasti. Simili episodi fanno solo il male del calcio, spero che la questione si risolva per il meglio: questi fatti non appartengono alla nostra cultura sportiva e li condanniamo fermamente».
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