Coldebella “il greco” Partita patriottica con il Paok Salonicco

Gli avevano fatto il grande onore di ritirargli il numero di maglia. Era successo nel novembre del 2011 e lui aveva sinceramente apprezzato: capita solo ai grandi di non avere successori... sotto lo stesso numero. Stavolta l’hanno invitato a Salonicco alla festa per i 100 anni dalla fine del dominio turco. Una festa politica, nazionale, nella quale la pallacanestro dovrebbe avere un ruolo marginale. Dappertutto fuorchè nella moderna Ellade.
Non c’è che dire: Claudio Coldebella, l’attuale g.m. di Treviso Basket, in Grecia è ancora una istituzione, in particolare a Salonicco, dove giocò dal 1998 al 2002.
E dunque anche lui ha partecipato alla gara celebrativa, mercoledì, davanti ai 6000 del mitico Alexandreio Melathron, assieme ad altri grandi veterani del club bianconero e degli altri due dell‘antica Tessalonica, Aris e Iraklis: c’erano tra gli altri Livingstone, Barlow, Prelevic, Korfas, Boudouris, Sigalas, Mario Boni, Rivers e ospiti israeliani come Miki Berkowitz e Doron Yamchi. In Grecia il basket è mito almeno quanto lo è da noi in calcio.
Lui, Claudio Coldebella, conserverà per sempre questo ricordo. E ne parla così: c«E’ stata una grande festa, quella organizzata dall’Associazione Veterani Greci». «Bellissima esperienza, divertente – spiega il nostro – anche perchè ho rivisto tanti ex compagni ed avversari. Abbiamo giocato in una atmosfera stupenda, con il palazzo pieno. Credo che queste iniziative siano davvero importanti e significativi, soprattutto pensando alla crisi che sta colpendo la Grecia, che alla pallacanestro è sempre tanto legata. Parlavo con Bane Prelevic, il presidente del Paok, mi diceva: avessimo noi tutti questi spettatori saremmo a posto…».
Tu ormai passi con estrema disinvoltura dai veterani di Treviso Basket a quelli del Paok Salonicco.
«Devo confessarvi una cosa: ho fatto molta più fatica quella volta che ho giocato al Natatorio contro Castelfranco che l’altra sera. Per il semplice motivo che gli avversari di Tvb non sono veterani, ma squadre che si allenano e giocano per vincere. Contro Treviso cercano sempre di dare il massimo. A Salonicco i ritmi erano certamente diversi. Lì fra l‘altro, dopo i miei 4 anni al Paok, mi hanno ricordato per l’ennesima volta la sconfitta contro la Benetton nella semifinale di Eurolega 1993, con quel tiro decisivo di Ragazzi che nessuno lì ha dimenticato».
In Italia c’è la nazionale over 45 ma non l’Associazione Veterani. Non dimenticare i campioni è fondamentale
«Penso anch’io sia giusto dare importanza a queste cose, a cominciare dal fatto che i veterani si mettono a disposizione per iniziative spesso a scopo benefico, con uno spirito che è naturalmente speciale. Credo sia opportuno portare questa mentalità anche in Italia, con il dovuto rispetto per ciò che è stata la storia e il loro passato».
Un’idea che non è del tutto nuova neanche qui...
«Può essere un’idea interessante: sovente i club si dimenticano dei loro campioni quando smettono. Noi a Treviso lo stiamo già facendo».
Appuntamento allora a domani sera. "Sarà la serata di Massimo Minto, ragazzo che a Treviso ha lasciato un bellissimo ricordo».
Silvano Focarelli
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