Cipressa-Sinigalia: vicine di casa e compagne nel sogno azzurro

MOGLIANO. Metà nazionale di Mogliano. E con due ragazze del Quartiere Ovest, che abitano a 100 metri l’una dall’altra. Erica Cipressa e Martina Sinigalia. Oggi tirano a Plovdiv (Bulgaria) nel fioretto individuale agli Europei Under 23 (le altre azzurre sono Francesca Palumbo e Camilla Rivano; martedì la prova a squadre). Entrambe al debutto nella kermesse, l’obiettivo è la medaglia. Erica, classe ’96, ultimo anno Giovani, ha vinto il titolo continentale di categoria, nonché l'argento mondiale e la Coppa del Mondo. Grande slam sfiorato. E ora c’è pure l’opportunità di impreziosire la bacheca. Martina, classe ’95, primo anno Assoluti, è tornata prepotentemente alla ribalta dopo la rottura del crociato in allenamento alla seconda stagione da junior. L’una si esercita a Scherma Mogliano, l’altra a Mestre con il maestro Matteo Zennaro (il preparatore atletico è Massimo Omeri, guru dell’azzurro Andrea Cassarà), che accompagna peraltro le azzurre nella trasferta bulgara. L’una è arruolata nelle Fiamme Oro, l’altra nel Corpo Forestale. Tante vittorie condivise a livello giovanile, ora la voglia di esaltarsi fra le grandi. «L’obiettivo è la medaglia nell’individuale e con la squadra», racconta Cipressa, che nel girone incrocia subito la campionessa uscente Svetlana Tripapina, «Il salto nella categoria superiore è grande, i primi anni serviranno per capire come funziona il sistema. Servirà crescere nella tecnica e nell’astuzia». È la più piccola con Rivano, un’opportunità per testarsi nell’aria rarefatta dei piani alti. «È una stagione positiva, la prima in cui riesco a esprimermi dopo il grave infortunio», aggiunge Sinigalia, che iniziò a 6 anni sulle orme del padre, un po’ come Erica che è figlia dell’ex olimpionico e attuale commissario tecnico Andrea, «L’anno passato non ero andata troppo bene, mi sentivo bloccata mentalmente. Nei mesi scorsi ho ottenuto invece un argento nel Circuito europeo a Budapest e sono stata autorizzata per la prova di Coppa del Mondo Assoluti di Cuba, la mia prima ufficiale, dato che a Torino la partecipazione è allargata. Questo è l’appuntamento più importante: ci conosciamo e insieme abbiamo raccolto medaglie nelle categorie giovanili, noi italiane siamo le più forti. Troveremo le russe, ma sono battibili». Il pensiero corre a Mondiali (Parenzo) ed Europei (Budapest) Giovani 2013: oro a squadre con Mancini (sostituita alla vigilia) al posto dell’ex riserva Rivano. Ma la rassegna di Plovdiv cade anche a pochi giorni dall’addio alle competizioni di Valentina Vezzali, un simbolo per chi ama il fioretto: «Il mito della scherma, l’ho vista per la prima volta da bordo pedana a Cuba. M’ispiro un po’ anche a lei». Tocca a Cipressa e Sinigalia raccogliere la pesante eredità, Plovdiv è la prima occasione per lasciare il segno. Tokyo 2020 non è poi così lontana.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








