Capitan Candiago penultima sfida per il sogno tricolore

MOGLIANO. Qualsiasi sportivo capisce quando è il momento di smettere. Edoardo Candiago, 36 anni il 6 agosto, l’aveva già deciso a inizio stagione, dopo essersi regalato uno storico scudetto. Il passaggio di consegne è già in atto: il capitano uscente “Dado”, da qualche tempo, ha ceduto la fascia a “Giostre” Ceccato. Staffetta anticipata, come lo scorso torneo, quando lasciò Silvio Orlando. Mogliano incrocerà domani Rovigo nella semifinale d’andata: ultima post-season da giocatore per “Dado”, quasi sicuramente (a meno che Marchiol e Viadana non vadano in finale...) l’ultima sua recita al “Quaggia”. Con i playoff terminerà la carriera sul campo, poi accetterà di buon grado proposte per rimanere nell’ambiente, magari proprio a Mogliano. «Sarebbe bello finire in bellezza, chiudere la carriera con un’altra vittoria», auspica “Dado”, già padre di Pietro, 3 anni, «Sono subentrati impegni lavorativi e altre priorità, visto che a luglio diventerò padre per la seconda volta. Ho ritenuto giusto affidare l’incarico ad Andrea Ceccato, rispetto a me può assicurare una presenza costante». In gara-uno partirà dalla panca, pronto a essere gettato nella mischia. «Rovigo ha l’obbligo di vincere, noi abbiamo la serenità di chi scende in campo senza pressioni e ha il pronostico contro», afferma, «Il Femi è sulla carta favoritissimo, ma nella recente sfida in casa nostra, ce la siamo giocata alla pari: non ho visto una squadra così superiore al Marchiol. I “bersaglieri” puntano più sulle individualità, che non sempre sono un elemento a favore. Non so se la sconfitta nel Trofeo Eccellenza sia stata causata da limiti caratteriali: magari la squadra non era ben assemblata, hanno cambiato tanto rispetto all’anno scorso. La nostra forza, viceversa, è disporre di un gruppo coeso e senza prime donne».
Dodici mesi fa, il Marchiol diventò campione d’Italia, partendo dal quarto posto in regular: stavolta ha chiuso terzo... «Rovigo è costruita per vincere, noi siamo una buona compagine da playoff», conclude, «L’esperienza insegna che ai playoff tutto si azzera. Conta la testa, ma contano pure gli episodi: centrammo la finale 2013 grazie a un piazzato dai 60 metri»,
Mondiali Under 20. E ben 4 giovani del Marchiol (Lazzaroni, Trotta, Ferrari e Appiah) voleranno ai mondiali Undwer 20 in Nuova Zelanda. Con loro, nei 27 convocati dal ct trevigiano Alessandro Troncon, anche Gasparini (Fiamme Oro), e Michieletto (Petrarca).
Mattia Toffoletto
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