Campionato di A a rischio per Paese «È troppo oneroso»

Rugby. Se non arrivano nuovi sponsor la società dei canguri potrebbe chiedere alla Fir la “retrocessione d’ufficio” in B
Prandi Paese Paese rugby-Capitolina Promosso seria A agenzia fotografica fotofilm
Prandi Paese Paese rugby-Capitolina Promosso seria A agenzia fotografica fotofilm

Paese rinuncia alla serie A?

L’onorevolissimo sesto posto raggiunto dai canguri rischia di passare subito in secondo piano, perché la società avrebbe già fatto i primi conti.

Troppo oneroso un campionato nazionale, con numerose trasferte in Sardegna e in Centro Italia, a fronte di risorse che o sono quelle di un anno fa. E a Paese, storicamente, si sono fatti sempre i passi secondo la gamba. Così l’orientamento sarebbe quello di rinunciare alla serie A e chiedere di scendere di categoria, in serie B. Minor prestigio, ma bilancio salvo, soprattutto tenendo presente che le trasferte arrivano, al di fuori del Nordest, in Lombardia o in Emilia Romagna.

La società, con il presidente Paolo Pavin, si trincera dietro un «no comment». Ed è vero che il campionato è ancora in corso, con le code di playoff e playout. E nessuno, a Paese, vuole interferire: probabile che la decisione ufficiale venga comunicata a bocce ferme, quando la stagione sarà definitivamente chiusa.

Ma dall’ambiente dei canguri trapela qualcosa di più: i primi conti preventivi sulla prossima stagione, dopo il primo giro con gli sponsor sulle possibilità economiche del club, avrebbe dato esito negativo. Almeno per la prima parte di stagione. «E a Paese non siamo abituati ad andare avanti se non ci sono le garanzie fino al termine della stagione, confida un dirigente, «non avremmo mai voluto trovarci di fronte a questo bivio, ma dobbiamo soprattutto essere realisti».

Proviamo a tradurre: a meno di un sos nei prossimi giorni (diciamo 15-20), che significa soprattutto un nuovo sponsor. o un pool di imprenditori la società è intenzionata a chiedere alla Fir la «retrocessione d’ufficio» in B. Non dalla C2, com’era storicamente, perché l’ultimo regolamento organico della Fir viene incontro ai club che sono in difficoltà per la crisi e i minori introiti degli sponsor, anche quelli più tradizionalmente legati alla palla ovale.

Della scelta societaria sarebbero stati informati il coach, Mario Pavin, fratello del presidente, e il suo assistant Davide Vendramin, figlio dell’indimenticato «Mel». I giocatori sono alla finestra, in attesa dell’evoluzione della sostituzione. (a.p.)

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso