Al Tenni un pari amaro per il Treviso contro il Desenzano
Un punto e diversi rimpianti per i biancocelesti a cui è mancata la precisione, pur avendo occasioni da gol. La squadra ora è al settimo posto in classifica

Il Treviso spinge, il Tenni aspetta un gol che non arriva. Lo 0-0 con il Desenzano lascia ai biancocelesti un punto e parecchio rammarico: la squadra di Gorini prende in mano la partita, cerca strade diverse per aprirla, ma trova un Cassin capace di spegnere ogni tentativo. Ci mette del suo anche un attacco al quale manca la precisione per completare il lavoro. Il quarto risultato utile consecutivo porta il Treviso a quota nove, al settimo posto in una classifica ancora corta. Davanti prosegue la fuga del Cittadella, inseguito dall'Union Brescia a 14 punti e dal Trento a 12. La sensazione, però, è che questa fosse una serata da sfruttare meglio. Prima della rincorsa al gol c'è il tempo del ricordo. Dopo il minuto di silenzio in onore di Sandro Mazzola, la squadra si rivolge alla curva sud e applaude Andrea Brognera, il tifoso scomparso sabato. Un pensiero condiviso davanti ai circa 2.640 spettatori, con appena otto sostenitori nel settore ospiti. In tribuna torna Daniel Perin, passato a febbraio alla Juve Stabia; nella ripresa la curva canta il suo nome e riserva un applauso anche a Bepi Pillon. Il Tenni ritrova volti familiari, mentre sul prato cerca una nuova gioia. Alla terza partita in otto giorni Gorini cambia quattro uomini: Brigati riprende la destra, Rossi affianca Gucher, davanti tornano insieme Odogwu e Tommasini. Il piano deve però essere ritoccato subito. Al 9' Odogwu è costretto a lasciare il campo: entra Paganini, Brevi avanza accanto a Tommasini. Una tegola precoce, che toglie un riferimento offensivo ma non cambia l'intenzione dei padroni di casa. Il primo pallone, restituito a Nobile per il lancio lungo, aveva già indicato la direzione. Gli esterni si alzano, Cappelletti accompagna l'azione, Gucher si abbassa per garantire copertura. Il Treviso vuole portare uomini avanti e recuperare subito il possesso quando lo perde. Brigati viene fermato dal fuorigioco, Cappelletti cerca la porta senza inquadrarla. Il Desenzano risponde con un'incursione di Procaccio, disinnescata da Nobile e compagni, poi si raccoglie e aspetta. Concede l'iniziativa, ma nei duelli riesce a restare aggrappato alla partita. La prima vera scossa arriva al 20'. Liotti mette in area un piazzato dalla destra, Brevi svetta quasi spalle alla porta e Cassin allunga le mani sotto la traversa, togliendo al Treviso il vantaggio. È il primo appuntamento con il portiere ospite, destinato a diventare il protagonista della serata. I biancocelesti insistono con pazienza, alternando inserimenti e conclusioni dalla distanza. Gucher ci prova al 29', Cassin blocca; un minuto dopo Liotti inventa la traiettoria direttamente dalla bandierina e sfiora il secondo palo. Il gol sembra una possibilità concreta, ma continua a mancare l'ultimo centimetro. Prima dell'intervallo è ancora Liotti ad accendere l'azione: Rossi riceve al limite e scarica un tiro potente, respinto da Cassin. La ripresa comincia con una risposta anche alle difficoltà delle ultime due partite, segnate dai gol subiti subito dopo l'intervallo. Questa volta il Treviso entra in campo per colpire. Dopo nemmeno dieci secondi Paganini chiama già Cassin alla respinta. Poco più tardi Brigati riaccende la destra, Tommasini viene anticipato di un soffio e il Desenzano si rifugia in corner. Il ritmo sale, la partita sembra sul punto di aprirsi. Al 50' Brigati conquista una punizione dal limite: Gucher trova un varco nella barriera, Cassin si allunga e manda ancora oltre il fondo. Gli angoli si accumulano, lo zero resiste. Al 62' Gucher pennella dalla bandierina, Paganini prolunga e Brevi viene anticipato prima di poter chiudere l'azione. Gorini cerca energie e inserimenti nuovi: a un quarto d'ora dal termine richiama Gucher e Rossi, affidandosi a Romeo e Ciuferri. La pressione, però, non trova lo sbocco sperato. Il Desenzano difende il suo punto senza costringere Nobile a una parata. Al Treviso restano il 67% di possesso, nove corner contro tre e il rimpianto per un dominio che non diventa vittoria. La classifica si muove, ma al Tenni manca la gioia del gol.
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