Basket, il coach della Nutribullet Nicola : «Saremo solidi e dinamici»

Il coach di TvB illustra i principi di gioco che vuole vedere dai suoi giocatori: «Ripartiamo da zero, senza voglia di combattere non si va da nessuna parte. Abbiamo mantenuto la colonna vertebrale, mettendo dei pezzi funzionali»

Federico Bettuzzi
Marcelo Nicola
Marcelo Nicola

In attesa di Weezy Russell che arriverà a brevissimo nella Marca dopo la nascita del secondogenito Rome William, la Nutribullet sta lavorando a ritmo serrato alla palestra di S. Antonino. Agli ordini dello staff tecnico capitan Chillo e compagni si stanno allenando duramente in questa prima fase della preparazione. «Il miglior punto di partenza che potessi sperare» analizza coach Marcelo Nicola .

«L’empatia, la disponibilità, la voglia di venire a Treviso, di essere pronti, di giocare per questa maglia traspare dalle loro facce sin dal raduno».

La formazione costruita nel mercato estivo era quella desiderata?

«Non si può sempre avere tutto ciò che si vuole. Alcuni giocatori sono inarrivabili, ad altri abbiamo fatto un’offerta ma non si è riusciti a chiudere l’accordo. Per noi era fondamentale mantenere la colonna vertebrale della formazione della scorsa primavera».

Cosa dire dei nuovi allora?

«Innanzitutto chi è rimasto conosce sia i vecchi compagni che il mio metodo di lavoro, quindi ripartiamo da qui. Abbiamo selezionato dei pezzi che possano incastrarsi nel puzzle della squadra che abbiamo pensato, all’interno della nostra struttura. Ora si tratta di far giocare bene la formazione che è stata costruita».

Quanto conta l’aspetto emotivo, l’entusiasmo dei veterani?

«Moltissimo. C’è grande voglia da parte di tutti, lo staff, la società, anche i tifosi che stanno contribuendo con una campagna abbonamenti importante. Vogliamo canalizzare tutta questa energia positiva nel modo migliore, sul lungo periodo non potrà che esserci d’aiuto. I ragazzi lo hanno capito, si vede dalle facce sorridenti con cui si sono presentati al raduno».

C’è una morale che portate con voi dalla passata stagione?

«Sicuramente. È quella di non mollare mai, nemmeno quando tutti gli indicatori sono in negativo. Bisogna lottare fino in fondo, crederci sempre. Finché c’è una anche piccola possibilità matematica occorre insistere. L’anno scorso ci sono stati momenti difficili in cui sembravamo spacciati. Ne siamo riemersi isolandoci e continuando a lavorare duro».

Gli investimenti di altri club, l’arrivo di giocatori fortissimi, le ambizioni affatto nascoste delle concorrenti. In LBA l’asticella si sta alzando, voi come vi adeguate a questo clima?

«Anche noi alziamo la nostra asticella. Non dipende tutto da me, non posso parlare di investimenti o di soldi. Quel che possiamo e dobbiamo fare è aumentare l’impegno quotidiano oltre che in partita, diventare sempre più solidi, identificarci nell’energia che mettiamo in campo. Non abbiamo altre scelte per affrontare la stagione che inizierà a breve».

Macura e Croswell hanno ribadito un concetto: il denaro non fa la pallacanestro. Lei come interpreta questa mentalità?

«Non guardo cosa fanno le altre squadre o il calendario, sono concetti al di fuori del mio controllo. Il mio compito è accertarmi che la mia squadra sia pronta sin dal primo turno di campionato, senza guardare il monte ingaggi altrui».

Quale sarà quindi la filosofia di base di questa TvB?

«Solidità in difesa per poi poter giocare velocemente in attacco sfruttando la transizione. Il basket moderno si basa su velocità, fisicità e atletismo, gli spazi sono pochi e vanno creati sfruttando le singole occasioni. Se si controllano i rimbalzi difensivi, se si lavora duramente nella propria metà campo, allora si può attaccare in maniera dinamica».

L’anno scorso Radosevic poteva coesistere con Croswell giocando con due centri. Vedremo lo stesso ora con Chery, che è un 5 classico e difensore?

«Cercheremo di trovare dei bilanciamenti e di farli coesistere in certe situazioni tattiche, trovando loro le giuste spaziature. L’obiettivo per loro due dev’essere esaltare le capacità e nascondere i punti deboli».

Quale aspetto potrà rappresentare il vostro sesto uomo ideale in campo?

«La voglia di combattere. Se rinunciamo a quella, non andiamo da nessuna parte. Ripartiamo da zero, il raduno è stato il nostro giorno zero. Vorremmo certamente cavalcare l’onda della scorsa stagione ma ricordiamo che quel capitolo è chiuso. In spagnolo si dice “punto y segundo”, mettere un punto e ricominciare da capo: è quel che stiamo facendo ora. Dimentichiamo ciò che è stato, non è detto che quanto abbiamo vissuto si ripeta subito. Ripartiamo da quell’energia, sì, ma i giocatori che abbiamo firmato hanno anche caratteristiche diverse rispetto ai loro predecessori. Servono tempo e lavoro per cercare di esprimere al meglio i nostri punti di forza».

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