Treviso basket, Carter jr. è già carico: «Scatenerò la mia energia»

La guardia pronuncia le sue prime parole da giocatore della Nutribullet. «Devo dimostrare di valere il livello del campionato italiano, voglio crescere. Ho trascorso l’estate in palestra per farmi trovare pronto, ora sono curioso»

Federico Bettuzzi
Chico Carter jr.
Chico Carter jr.

È sbarcato a Treviso mercoledì, in tempo per raggiungere i nuovi compagni di squadra al raduno. Sul suo passaporto ci sono i visti di Ungheria, Montenegro, Polonia e ora Italia.

Chico Carter jr. è uno dei giocatori da scoprire nella Nutribullet 2026-27: «Così è l’Italia per me, un luogo e un campionato da conoscere» conferma la guardia ex Czarni Slupsk. «Come primi obiettivi devo imparare, crescere come giocatore, ambientarmi nella mia nuova squadra, dimostrare di valere il livello del campionato italiano. Sono abituato alla competizione, fa parte della mia quotidianità.

Da quando sono in Europa (prima esperienza a Oroszlány nel 2024, ndr) ho voluto migliorare anno dopo anno e altrettanto voglio fare qui, a Treviso. Sono un esterno abituato giocare con tanta energia sia in attacco che in difesa, posso spingere la transizione, aiutare i compagni in regia e non solo, tirare da fuori, entrare in area, fare tutto ciò che serve per vincere. Di sicuro non sono abituato a tirarmi indietro di fronte alle sfide».

La carriera professionistica di Carter sinora è stata composta da poche tappe: dopo essere uscito dall’università di DePaul ha trascorso due anni in Europa, ha giocato poche partite in Ungheria con grossi bottini, poi il passaggio al Mornar Bar disputando la competitiva ABA League che comprende potenze del calibro di Partizan, Dubai, Crvena Zvezda.

Infine la Polonia, con una solida annata a 12 punti e 3.2 assist di media.

Ora la LBA e, segnatamente, TvB. Carter spiega così la scelta di accettare la proposta formulata dalla Nutribullet: «So che il campionato italiano è uno dei più difficili d’Europa, qui giocano alcuni dei migliori elementi. Se voglio diventare un grande cestista devo per forza confrontarmi con il livello più alto innalzando il mio rendimento in funzione dei miei avversari. Anche per questo motivo ho trascorso l’estate allenandomi in palestra in America per farmi trovare pronto».

Per Carter quella trevigiana è un’esperienza completamente diversa rispetto al passato. Anche nell’approccio al di fuori della palestra, aspetto in cui si avvarrà dell’aiuto dei connazionali che già conoscono Treviso: «Ho ritrovato Croswell che conoscevo dai tempi del college e questo mi fa piacere. Ammetto di voler visitare la città, vedere l’architettura, conoscere la storia, assaggiare la cucina.

Mi hanno parlato della bellezza dell’Italia, mi hanno anche detto che i canali di Treviso ricordano Venezia. Sono un ragazzo del sud (viene da Columbia, South Carolina, ndr), quindi sono curioso per natura ma sono anche una persona estremamente semplice e tranquilla. È in campo che scateno la mia energia».

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