Barbara, la sirena azzurra

Nuoto, è bronzo ai tricolori della 25 km: battuta la Grimaldi, c’è la nazionale
Barbara Pozzobon mentre nuota
Barbara Pozzobon mentre nuota

MASERADA. Che dall’acqua possa raccogliere qualcosa di buono, lo dice già il cognome. Barbara Pozzobon, 21 anni, esperienza decennale alla Hydros Treviso, è il nome nuovo del nuoto di fondo. Agli Assoluti del lago Albano, sui 25 km, ha ottenuto uno strepitoso bronzo, davanti alla pluridecorata Martina Grimaldi, idolo e riferimento. Da non dormirci la notte. «Me ne sono resa conto solo negli ultimi giorni, è il mio miglior risultato», racconta Barbara, «Mi dispiace per lei, evidentemente quel giorno andavo più forte io». Martina è fonte d’ispirazione come persona e atleta, un esempio». Barbara l’ha battuta, confermando di aver compiuto il salto di qualità: l’ingresso nel giro azzurro, la convocazione per la tappa di Coppa Len in Israele. Il bronzo agli italiani sembra un pass per un futuro azzurro.

Pozzobon, quando ha fatto la sua prima 25 km?

«Solo un anno fa, ai Tricolori. L’obiettivo era finire, arrivaisesta. Poi ho puntato a specializzarmi. Valerio Fusco, vice ct azzurro, mi ha seguita, collaborando con il mio tecnico Barbare Bertelli. E mi aiuta anche lo psicologo Lodde».

Come si è avvicinata al nuoto di fondo?

«La mia allenatrice vedeva una predisposizione alle lunghe distanze: mi dilettavo su 800 e 1500, provai anche un 3000 agli italiani. Solo nel 2012 il fondo diventò qualcosa di serio: seconda ai tricolori cadetti, ma già da junior mi chiamarono a un collegiale azzurro».

Barbara Pozzobon sul Podio
Barbara Pozzobon sul Podio

Chi l’ha portata in piscina?

«Mamma e papà. Volevano imparassi a nuotare, poi avrei dovuto scegliere lo sport di mio piacimento. Io, stoica e testarda, non sono più uscita dalla vasca: il Natatorium è la mia seconda casa. In piscina c’erano anche mio fratello Tommaso, oggi rugbista a Villorba, e mia sorella Alice, che ha fatto ginnastica artistica al Gymnasium , e ora è aiuto-allenatrice».

Perchè ama le acque libere e non le corsie?

«Mi sento meno pressata, più libera di fare la gara. In corsia sei sola, nel fondo sei a stretto contatto con le avversarie: la situazione cambia sempre, ci sono mille variabili».

Si aspettava questo podio così importante?

«Macchè. Sui 10 km, al lago Albano, ero giunta ottava, sbagliando partenza e rallentando nel finale. Ero stanca».

Prossimi obiettivi?

«Ora la tappa di coppa Len, in Spagna. Per i mondiali sono ancora giovane..Nel 2016 punto all’Europeo. L’Olimpiade? Magari Tokyo, ma non mi precludo nulla».

Quanto si allena?

«Due volte al giorno: in tutto, 25 ore a settimana».

Barbara con il fratello e la sorella
Barbara con il fratello e la sorella

E fuori dall’acqua?

«Beh, al Natatorium sono pure istruttrice. Mi soo iscritta a Ingegneria biomedica, ma credo passerò a Moda».

Mattia Toffoletto

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