Automobilismo, nella casa del “ Villorba Corse”, la fabbrica dei sogni

Villorba. La Dallara P217 sfiderà anche Alonso nel circuito di Le Mans
GUERRETTA AG.FOTOFILM POVEGLIANO VILLORBA CORSE
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Nella fabbrica dei sogni delle auto del Villorba corse

POVEGLIANO. Il sogno della “24 Ore di Le Mans” nasce all'interno di quello che a prima vista sembra un anonimo capannone della zona industriale di Povegliano. Ma l'apparenza inganna: la sede della Villorba Corse assomiglia da fuori ad una qualunque altra azienda che abbia uno showroom all'interno della propria fabbrica. Ma dentro tutto cambia. E non solo per le auto che sono accudite come figlie, da proteggere e un po' da domare.

A sparigliare è la passione, che si vede per intero nelle mani esperte dei meccanici che si muovono su e giù per i prototipi da endurance, negli occhi appassionati del pilota montebellunese Giorgio Sernagiotto, nostro cicerone per tutta la nostra visita al Reparto Corse della scuderia, e nelle parole misurate del team manager Raimondo Amadio. La nostra giornata era iniziata con le paste che Sernagiotto aveva portato ai meccanici: «Ogni tanto, quando non so cosa fare, passo di qua e porto qualcosa da mangiare», spiega il pilota di Montebelluna. «Lavoro con loro, svolgendo piccoli lavori di manutenzione sull'auto che poi guido in pista. Mi piace molto, è un'esperienza completa».

GUERRETTA AG.FOTOFILM POVEGLIANO VILLORBA CORSE
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Al piano di sopra abbiamo incontrato Raimondo Amadio, team principal di Villorba Corse, che ci ha accolto nella sala dei trofei. A spiccare sono il trofeo Team of the Year 2017, assegnato dagli organizzatori dell'ultimo European Le Mans Series (Elms), e il Casco d'Oro con cui Autosprint ha voluto testimoniare il percorso della scuderia. Le soddisfazioni non hanno fatto montare la testa a tecnici e piloti: «Quest'anno l'Elms sarà impegnativo per la qualità e il numero degli avversari», è l'avvertimento di Amadio.

La rivoluzione del Mondiale Endurance, spalmato su due anni (prima gara il 6 maggio 2018 a Spa e ultimo weekend la 24 Ore di Le Mans del 16 giugno 2019), ha fatto cambiare i programmi agonistici di molte scuderie, che hanno ripiegato sull'Elms. «Il nostro obiettivo non potrà essere quello di vincere gare e campionato, se non il titolo Bronze riservato a chi abbia nel proprio equipaggio almeno un pilota con più di 50 anni (il pisano Roberto Lacorte, ndr)». La Dallara P217 Gibson in dotazione alla Villorba Corse nel 2017 non è mai stata competitiva in qualifica, e così sarà per il 2018. E non per errori di guida da parte dei piloti, ma per una scelta deliberata del team. L'equipaggio è composto da due piloti più giovani (Sernagiotto e Andrea Belicchi) e uno più esperto, Roberto Lacorte: «Dovevamo scegliere se puntare alla pole position portando al limite la nostra Dallara, che sarebbe stata più difficile da guidare, o sacrificare qualche posizione in griglia per puntare al passo gara», racconta Sernagiotto.

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«Abbiamo scelto la seconda strada, che ha sempre pagato». Il mondo dell'endurance si sta facendo riscoprire anche dal grande pubblico, e questo non è sfuggito anche ad alcuni piloti fenomenali, come Fernando Alonso. E contro Alonso i ragazzi di Villorba correranno fra 4 mesi, alla 24 Ore di Le Mans: «È stato un sogno e quest'anno ci ritorneremo per i meriti sportivi accumulati in pista» dice orgoglioso Amadio. Dopo un momento di amarezza («È sfumato il progetto di schierare una seconda Dallara P217 da affidare a Felipe Nasr, sarà per il 2019», ha annunciato il team principal), è arrivato il momento di conoscere le vere protagoniste della scuderia: le auto. Il garage è impressionante: accanto ad una vettura Nascar c'è il laboratorio dove i tecnici realizzano alcuni componenti, poi un paio di Maserati, una Ferrari e i prototipi da endurance.

GUERRETTA AG.FOTOFILM POVEGLIANO VILLORBA CORSE
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«La nostra Dallara P217 è a Varano de' Melegari, in Dallara», hanno detto il capomacchina Loris Rossetto e il suo vice Giuliano Franzoso. A rendere meno amara la sua assenza c'era però una Ligier di classe Lmp3, che abbiamo potuto vedere dall'interno pur senza metterla in moto. Bottoni, tasti e un'unica sensazione: quella di essere su un caccia. E del caccia, sia la Dallara che la Ligier qualcosa c'hanno: «Il parabrezza non è in vetro ma in un materiale flessibile mutuato proprio dai caccia militari: con le vibrazioni il vetro si frantumerebbe», ci spiega Sernagiotto. «I nostri meccanici lavorano per 12 ore al giorno, tutta la stagione. In alcune gare capita che la macchina arrivi perfetta sulla griglia, e per noi piloti diventa un vero piacere guidare».

Se un pilota va a muro, terminando anzitempo la gara, non è solo il risultato sportivo ad essere compromesso. È sprecato anche il lavoro svolto per molti mesi. Il motorsport naturalmente non si improvvisa: è fatto di passione e sacrificio. È così anche per la scuderia Villorba Corse. O meglio: per la famiglia Villorba Corse.
 

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