Allinei, il sogno Serie A con Treviso: «Banks mi ha detto che qui è fantastico»

Gregorio Allinei è pronto al debutto con la Nutribullet Treviso: dopo il prestito in A2, il giovane esterno racconta la nuova sfida in Serie A e i consigli ricevuti da Adrian Banks

Federico Bettuzzi
Il debutto di Allinei con TvB: «Partire dalla panchina può essere un vantaggio»
Il debutto di Allinei con TvB: «Partire dalla panchina può essere un vantaggio»

Ha dovuto attendere dodici mesi per vestire il biancoceleste. Alla fine Gregorio Allinei ha coronato il suo sogno, giocare in Serie A con TvB. Debutterà in amichevole mercoledì alle 20 al PalaCornaro di Jesolo per il primo test match di preseason di TvB, contro l’Ueb Cividale di coach Pillastrini, e c’è grande curiosità nel vederlo in azione.

La Nutribullet, che lo aveva firmato giusto un’estate fa, lo ha accolto dopo il prestito annuale alla JuVi Cremona in A2 e lo sta integrando nel roster della prima squadra nel corso degli allenamenti nella palestra di S. Antonino. Guardia-ala di 194 centimetri, Allinei non è arrivato nella Marca con un semplice bagaglio. In valigia conserva le referenze e i preziosi consigli di un ex di lusso.

Allinei, chi la manda?

«Adrian Banks mi ha raccontato tutto. Mi ha detto che giocare a Treviso è fantastico, la piazza è molto calda e appassionata, lui si è trovato divinamente nella stagione in cui è stato qui».

Con Banks lei ha giocato a Livorno, stagione 2024-25: com’è stato allenarsi con lui e giocarci assieme?

«Adrian è un professionista incredibile, che mostra sempre grande rispetto nei confronti sia dei compagni di squadra che degli avversari. In palestra non si risparmia personalmente ma non basta: se vede un suo compagno in difficoltà lo aiuta, lo consiglia».

In coppia, salvaste la Libertas ai play-out, giusto?

«Giocai molto bene, è vero, ma fu merito soprattutto di Banks cui devo tanto. Oltre ad essere un realizzatore e un trascinatore a livello tecnico, sa trasmettere fiducia al suo gruppo in una maniera unica. Io tendenzialmente non sono un leader, piuttosto seguo la squadra e mi adatto alle sue esigenze».

Può fare qualche esempio di situazioni tattiche?

«Ho un buon tiro sugli scarichi, in uscita dai blocchi e in transizione. Ma di solito mi vengono chieste altre missioni, come difendere duro sull’esterno avversario maggiormente pericoloso».

E qui si può immaginare che gli allenamenti con Banks siano serviti parecchio.

«Infatti. Marcare Adrian in palestra è abbastanza divertente perché lui è una persona solare, ma è anche un grande professionista quindi cerca di insegnare sempre qualcosa ai compagni più giovani. Lui mi ha fatto capire l’importanza della difesa, un aspetto del gioco in cui mi sto focalizzando e in cui cerco di sviluppare le mie attitudini».

Il campionato Lba è più rapido e fisico rispetto a quella A2 in cui ha giocato nelle ultime due annate, questo la spaventa?

«Affatto. Ho lavorato sodo durante l’estate sul mio fisico per essere pronto a questa sfida. Seguivo già la Serie A da spettatore interessato perché sono un agonista e quindi volevo raggiungere questo traguardo. È vero, al piano di sopra si corre, si salta e si usa di più la fisicità, ma non sono preoccupato. E partire dalla panchina può essere un vantaggio».

Può spiegare questo concetto del vantaggio?

«Chi subentra ai titolari deve dare energia immediatamente, anche in pochi minuti. Io in questo mi sento pronto, anche nel ruolo dello specialista difensivo. Mi serve soltanto mettermi alla prova sul parquet per capire dove e in quali punti devo lavorare per migliorare il mio approccio».

Si sente pronto per questo balzo importante?

«Sono conscio di essere uno dei più giovani del roster di Treviso, sono arrivato con zero pressione addosso e credo che i veterani possano aiutarmi. La prima impressione trasmessami al raduno è di un gruppo tranquillo e cooperativo. Non ho aspettative particolari, voglio dimostrare di poter valere un posto in questa categoria e tutto il resto sarà puro guadagno».

La descrivono come un lottatore oltre che come un tiratore sugli scarichi: è dunque un ritratto corretto?

«Direi di sì, diciamo che è il mio ruolo ideale. Sarò aiutato anche dal mio carattere, dalla mia provenienza geografica».

Proviene dalla Toscana, terra che alla Treviso dei canestri ha dato, tra gli altri, l’empolese Massimo Iacopini e il pisano Amedeo Tessitori.

«Per l’esattezza sono fiorentino, forse il mio accento non è molto avvertito, tuttavia le mie origini completano il mio agonismo. Quando Federico Pasquini mi ha chiamato un anno fa mi ha detto esattamente questo: cercava un toscanaccio duro, capace di lottare, di mettere la propria essenza in campo. Questo sono io, anche se al di fuori della palestra mi vedete sorridente e scherzoso, con un carattere solare e aperto. Ma non chiedetemi la supercazzola del Mascetti, lì sono carente».

 

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