L’Imoco e il debutto in Champions «Diamo il massimo»

VOLLEY A1 DONNE / La fame di vittorie è ancora forte nonostante i sette trofei 

Mirco Cavallin / TREVISO

La fame di vittoria è ancora tanta, anche dopo aver conquistato sette trofei e raccolto 126 successi su 148 gare disputate alla guida dell’Imoco Conegliano.

Daniele Santarelli è al quarto anno da capo allenatore delle pantere e racconta come sta gestendo la preparazione della squadra in questi giorni senza gare ufficiali.

«Oggi siamo a metà strada tra la partita contro Chieri e il debutto in Champion League. Stiamo un po’ rivivendo la situazione di luglio e agosto, quando non abbiamo fatto nessuna amichevole, anche per evitare contatti con estranei; i ritmi sono diversi rispetto agli altri anni, dato che quasi mai abbiamo giocato gare infrasettimanali e un paio sono state rinviate. Solo da un paio di giorni abbiamo ripreso gli allenamenti standard con cadenze di quattro o cinque giorni alternati al giorno di riposo».

I protocolli anti Covid sono molto rigidi in ambito sportivo e anche il gruppo squadra gialloblù si adegua. «La mascherina durante gli allenamenti la indossano solo fisioterapisti e preparatori; noi dello staff e le giocatrici, anche per ragioni di comunicazione, non la portiamo, ma rispettiamo rigorosamente tutte le norme igieniche e sanitarie al di fuori del campo. Speriamo, come è successo finora, che il virus resti lontano da noi e noi da lui». La bolla di Champions League, con un partita al giorno da martedì 8 a giovedì 10, porta alla mente il Mondiale per club, vinto esattamente dodici mesi fa, l’8 dicembre 2019. «E’ un bellissimo ricordo, ma adesso non ci pensiamo per nulla. Purtroppo non ci sarà lo stesso clima, a causa dell’assenza del pubblico e della mancanza generale di serenità; noi cercheremo, giocando in casa, di dare il massimo».

I pronostici vedono Conegliano favorita, il Fenerbahce come seconda forza, seguito da Nantes e Kamnik.

«Io le ho già studiate tutte e tre; mi dispiace che, rispetto al calendario previsto inizialmente, ci toccherà fare un crescendo, cominciando con le slovene, sulla carta le meno forti, passando alle francesi e infine alle turche. Avrei preferito cominciare con Nantes, poi trovare Kamnik per far rifiatare qualche giocatrice e chiudere col Fener, che è la nostra avversaria principale. E’ molto probabile che sceglierò sestetti differenti, ma ancora non so come partirò nella prima gara».

Ogni squadra è diversa e richiede un approccio adeguato. «Le slovene sono fisicamente meno possenti e hanno un gioco più semplice e abbordabile; Nantes ha buoni attaccanti e usa molto la battuta al salto, specialmente con la schiacciatrice americana Snyder e l’opposto cubana Mendaro Leyva, che è mancina e batte da zona 5, come Hancock a Monza. Il Fenerbache è la squadra più preparata e di alto livello: usano molto la palla alta e più lenta della nostra, ma effettivamente non c’è nessuno veloce come noi. Sarà la partita più tosta e bella da vedere». Oggi scendono in campo Scandicci e Busto nel girone A, mentre Novara, irriconoscibile contro l’Imoco, ha vinto in modo convincente le tre gare della sua bolla. «Hanno ritrovato equilibrio col rientro di Sansonna ed è positivo che una squadra italiana sia in testa; mi ha deluso Kazan, ma se penso allo stile di gioco russo non c’è tanto da stupirsi». —

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