Nuoto, Margherita Panziera ha sete di vendetta: «Voglio la medaglia a Tokyo»
MONTEBELLUNA. L’ha scritto giovedì su Instagram, mettendo subito in chiaro il suo pensiero fisso: «Le vacanze sono finite, si ritorna in acqua per smaltire i pandori. Giorno uno di sette mesi belli intensi». Margherita Panziera, fra i quattro nuotatori azzurri con il pass per Tokyo già in tasca, ha ripreso gli allenamenti all’Aquaniene, senza concedersi giorni di riposo-extra. Il tempo di archiviare il Capodanno a Malta e la 24enne di Montebelluna fa capire di essere già proiettata sulle Olimpiadi in Giappone, manifestazione che potrebbe consacrarla dopo il duplice oro agli Europei in vasca lunga e corta. Sette mesi da vivere con massima concentrazione e senza l’assillo della pressione. Un lungo viaggio che la porterà a breve negli States, dove infilerà bracciate in serie accanto a Simona Quadarella e Gregorio Paltrinieri. Mancherà solo la Pellegrini, la crème del nostro nuoto.
L'obiettivo per Tokyo?
«Prendere la medaglia sui 200 dorso. Quella mancata ai Mondiali».
Cosa è cambiato rispetto a Rio 2016, quando la partecipazione alle Olimpiadi arrivò per il rotto della cuffia?
«Tante cose, anzitutto il mio approccio alla gara. Mi sento maturata come atleta e persona».
Come s’avvicinerà alle Olimpiadi? I programmi per i prossimi mesi?
«Tra gennaio e febbraio, rimarrò per cinque settimane in collegiale negli Stati Uniti con la Quadarella e il gruppo di Stefano Morini (con Paltrinieri e Detti, ndr). Un altro ritiro in altura è previsto a giugno. Saranno mesi di allenamenti intensi».
Bilancio dell’anno appena archiviato?
«Il mio 2019 ha avuto voci positive e negative: il quarto posto sui 200 ai Mondiali mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, ma sono contenta di aver chiuso l’anno con un oro europeo in corta e la qualificazione per Tokyo».
Restando a Glasgow: come valuta le sue prestazioni? Cosa mai s’è smarrita nella finale dei 100 dorso?
«In Scozia ho nuotato tre primati personali su tre gare: 100 e 200 dorso, 200 stile libero. Posso ritenermi soddisfatta. Quanto ai 100, sesta dopo il record italiano in semifinale, non li riesco ancora a gestire bene come la doppia distanza».
Lo stile libero resta un esperimento o dietro c’è un progetto?
«L’ho sempre fatto, fin dai tempi di Montebelluna. Ma sono contenta del personale sui 200, perché significa che sto lavorando bene: dorso e stile sono molto legati».
Ha dichiarato che i suoi Mondiali sono stati condizionati da problemi fisici: può entrare nel dettaglio?
«A settembre ho fatto le analisi ed è risultato che a giugno avevo il citomegalovirus, perciò sono rimasta debilitata per parecchio tempo. Non è sicuramente una scusa, ma in Corea (dove si era presentata con il migliore crono mondiale stagionale, ndr) non mi sentivo al top».
Come vanno gli studi?
«Ho dato un esame tre giorni dopo la conquista del pass per Tokyo, giusto per non perdere il ritmo… Sto facendo la magistrale in Marketing alla Luiss, voglio riuscire a laurearmi nel 2021».
Esprima un desiderio per il nuovo anno.
«Vivere serena e divertirmi». —
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








