Ciclismo: Filippo e Matteo, fratelli terribili e figli d’arte. E papà Daniele ha “battuto” il tifo per Del Piero

I talenti di Saccon di San Vendemiano vincono a man bassa: in tre occasioni hanno fatto festa entrambi 

LA STORIA

Ci sono famiglie che hanno il ciclismo nel Dna. Ci sono figli che s’ispirano ai padri, e provano a superarli. Sognando d'emulare i grandi campioni. E sognando magari Peter Sagan.

I fratelli Cettolin hanno rubato la scena nella stagione Esordienti 2019. Il primo anno Filippo, classe 2006, è il plurivittorioso d’Italia con 18 centri. Il secondo anno Matteo, classe 2005, ha raccolto tre successi. In tre occasioni (fra cui il campionato provinciale, a Cimadolmo), si sono aggiudicati la medesima gara lo stesso giorno.

Un inno al futuro del pedale di Marca. Una passione che nasce sulla scia di papà Daniele, che ha corso fino agli juniores con Mareno e Campolongo, debuttando nei Giovanissimi del Sanvendemiano. La stessa società dei figli, anima di una famiglia ciclofila che non ha dubbi su come trascorrere le domeniche da marzo a settembre. Dopo aver condiviso pure gli allenamenti, ogni benedetta settimana.

Occhio però, perché adesso il quadro potrebbe tingersi di rosa: la sorella Martina ha 8 anni, per ora, alla bici non ci pensa, ma domani chissà. Nessuna parentela invece con Greta Cettolin, mattatrice quest’anno fra le Esordienti.

Ma il cognome, evidentemente, porta bene. «Filippo ama la veloctà, a Matteo piace soffrire», osserva papà Daniele, titolare di un’azienda di arredamenti, «Hanno caratteristiche diverse e sarebbe sbagliato indicare Filippo come il più forte per le 18 vittorie. Senza contare che negli Esordienti c'è spesso un grande gap».

Pippo è sprinter per vocazione, a Teo è capitato di esultare in volata, ma si sente scalatore. E il secondo ha spinto in sella il primo. Geni di famiglia, a parte.

«Amo le volate, perché posso esprimere la mia potenza», racconta Filippo, argento ai tricolori, «Per la massa muscolare mi ha aiutato l’altra mia passione: lo sci. Faccio discesa». Matteo, che ama le scalate , sottolinea: «Evito i rischi allo sprint, ma abbiamo la stessa molla: l'agonismo». Sfogliando la margherita delle vittorie, il fratello più piccolo avrebbe l’imbarazzo della scelta: «Ma ce n’è una che svetta per prestigio: la Coppa di Sera, a Borgo Valsugana». Quello maggiore non esita un istante: «San Vendemiano. Si correva in casa, la più emozionante. E poi, gli avversari battuti erano di altissima qualità: Capra e Fiorin, tricolore e vicetricolore 2019».

I Cettolin risiedono a San Vendemiano, che ha dato i natali ad Alex Del Piero. Ma anche ad elevata densità ciclistica: lì risiede oggi il “pro” Sacha Modolo.

Filippo frequenta la terza media e della bici, da perfetto uomo-jet, adora «l’adrenalina». Matteo, che studia al liceo artistico a Vittorio Veneto, associa la due ruote «alla competizione, al fascino in sé del fare sport».

L’uno adora Sagan, la predisposizione alla multidisciplina - benché si tratti di sci - è più di un indizio. L’altro è cresciuto con il mito di Nibali: non è un caso che nei sogni immagini di attaccare il dorsale in un grande giro. Così Filippo «vorrebbe diventare pro’ e gareggiare a lungo. Magari vestendo l’azzurro al Mondiale». Mentre Matteo precisa che «un domani gli piacerebbe correre il Giro».

Tanto che, accompagnato da papà, gli è già capitato di seguire tappe in camper: «Provando l’ebbrezza delle salite che hanno fatto storia. La più dura è stata il Mortirolo: vedevo che papà ci riusciva, dovevo farcela anch’io. È capitato quest’anno al Giro (per la Lovere-Ponte di Legno ndr), poi mi sono fermato a tifare».

La tempra promette bene. Filippo, invece, preferisce tenersi lontano dalle fatiche verticali: «Ma la volata ti insegna ad allenare la furbizia, a essere concentrato, a farti trovare nel posto giusto. La velocità è gioia pura».

Il futuro dirà, per ora l’importante è divertirsi. Prima di chiudere la chiacchierata, però, un paio di considerazioni. Per una volta, il ciclismo ha battuto il calcio. Papà era amico d’infanzia di Del Piero: vicini di casa da bambini, la famiglia Cettolin abita proprio a Saccon, davanti alla casa della madre del fuoriclasse mondiale nel 2006 (l'anno di nascita di Filippo). «All’inizio li avevo fatti giocare a pallone, poi si sono innamorati della bici», confida il padre. Quanto alla suggestione che il ciclismo possa contagiare la piccola Martina, la mamma è stata chiara: «Di ciclisti ne ho già troppi in famiglia». —

Mattia Toffoletto



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