Il Giro 2020 nel Veneto e nell’Alto Friuli Crono del Prosecco e tappa del Fedaia

L’unica incognita è l’arrivo, per il resto i giochi per la cronometro sulle strade del prosecco del prossimo Giro d’Italia sembrano fatti, con la benedizione di una Regione che quando parli di bollicine sembra non aver bisogno di fare i conti.
A dir la verità la crono del prosecco è già stata fatta il 23 maggio 2015, da Treviso a Valdobbiadene. Stavolta però nessuna indulgenza alla pianura: il percorso dovrebbe snodarsi tutto tra i filari delle viti.
Partenza da Conegliano e arrivo a Vidor, con transito sul muro di San Pietro di Feletto. O, forse, partenza da Valdobbiadene o Vidor e arrivo a Conegliano, più rodata, più adatta ad accogliere il mega apparato della corsa rosa.
Quattro anni fa vinse il bielorusso Vasil Kiryenka, con Contador più che mai in maglia rosa, dopo aver fatto annullare, il giorno prima, la tappa più insidiosa per lui, quella con una discesa da bob, non da bici.
A distanza di un lustro, il Giro d’Italia potrebbe proporre una tappa simile a quella del 2015, modificando la sede di partenza e parte del percorso. Stavolta si vuol chiamarla Crono dell’Unesco come ringraziamento al fatto che l’organismo internazionale ha deciso di tutelare le colline del Docg trevigiano con la qualifica di “patrimonio dell’umanità” . Sembra che il contratto con Rcs sia già stato definito, come in questi giorni è stato definito nel Bellunese l’accordo per la tappa che arriverà sul Fedaia.
La tappa trevigiana arriverà nei giorni immediatamente precedenti alle due tappe friulane: una con partenza dagli hangar delle Frecce Tricolori, a Rivolto, e arrivo a San Daniele; l’altra con il proibitivo transito sul Crostis e arrivo, proseguendo a nordest, sul monte Lussari.
L’ipotesi del “moloch” a metà di questa tappa è suggestiva e sarebbe una vendetta per il patron friulano Enzo Cainero. Il Crostis è il monte che, per “motivi di sicurezza” (meglio, per un’impuntata di Contador che temeva la bravura di Nibali in discesa) respinse l’assalto della corsa rosa nel 2011, l’anno in cui, all’indomani delle polemiche friulane, da Conegliano (vedi i casi della vita) partì la tappa per Gardeccia Val di Fassa. Da allora Cainero attende vendetta.
Dopo il Lussari e un giorno di riposo, toccherà al Fedaia con partenza da una città veneta top-secret. Che sia Vidor (o Valdobbiadene)-Conegliano o il contrario, la tappa sarà tutt’altro che semplice con un interminabile mangia-e-bevi per la pedemontana. Per il resto, il mosaico del Giro 2020 si va completando. La partenza verrà ospitata in Ungheria (poi si riprenderà dalla Sicilia), E così si riannoderà la storia del Giro nella Marca: l’ultima volta di una partenza risale a maggio: da Treviso a San Martino di Castrozza, con lo spettacolo unico del San Boldo trasformato in stadio naturale. L’ultimo traguardo nel 2018: vittoria di Elia Viviani a Nervesa in ricordo della Grande Guerra. —
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








