Ultras scatenati, identificati 12 trevigiani

Basket A2. Dopo De’ Longhi-Roseto tafferugli tra tifosi biancoblù e abruzzesi, lancio di bottiglie e petardi contro bar e bus

VILLORBA. «L’amico del mio nemico è mio nemico»: gli ultras del Roseto Basket sono gemellati con quelli della Fortitudo, nemica storica di Treviso, e questa - per il tifo organizzato della De’ Longhi - è una colpa imperdonabile. Dopo i cori di scherno da curva a curva al Palaverde, quindi, le tifoserie rivali sono passate ai fatti. Con un tafferuglio nei pressi del bar Miscatena di Villorba che ha portato all’identificazione, da parte della Questura, di 12 supporter biancazzurri e di una ventina di tifosi ospiti.

Tutto è partito con una bottiglia lanciata da un gruppo di ultras trevigiani contro il pullman degli ospiti, diretti verso Roseto degli Abruzzi dopo la partita persa al Palaverde. A quel punto l’autista del mezzo ha interrotto la corsa, permettendo agli occupanti di scendere per cercare il contatto fisico con i rivali. Per fortuna il pullman era seguito da due volanti della polizia e una pattuglia della Digos trevigiana, che sono riuscite a impedire il contatto frapponendosi tra i due gruppi di tifosi.

Le forze dell’ordine, tuttavia, non ce l’hanno fatta a impedire un fitto lancio di oggetti (bottiglie e lattine di birra, soprattutto) fra le due parti, scambio che ha portato al danneggiamento di due auto parcheggiate nei pressi del bar (i proprietari sono già stati contattati dalla Questura e saranno risarciti). Durante i tafferugli sono stati esplosi anche alcuni grossi petardi (tre, secondo le testimonianze dei presenti), ma la situazione non è mai degenerata grazie alla presenza delle forze dell’ordine. «Per capire chi siano gli effettivi responsabili dei lanci e dei tafferugli saranno visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza», ha spiegato ieri il Commissario Capo Alessandro Tolloso, funzionario della Questura di Treviso, «sono stati comunque identificati una ventina di tifosi rosetani e 12 trevigiani sono stati accompagnati in Questura per l’identificazione».

Continueranno nei prossimi giorni gli accertamenti per capire se, nei confronti di determinati soggetti, ci sono gli estremi per un Daspo. Per fortuna nessuno, durante gli scontri di domenica sera, è rimasto ferito. Dagli ambienti delle forze dell’ordine traspare tuttavia una certa preoccupazione per il clima eccessivamente “caldo” di alcune partite di basket, anche al Palaverde, in un campionato che ha riacceso l’entusiasmo del tifo “sano” ma anche qualche vecchia rivalità mai sopita.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso