Lovat, prima donna giudice in una gara negli Emirati Arabi

La giovane di San Michele seguirà i professionisti: «Indosserò la divisa senza alcun copricapo o velo imposti»

Chiara Lovat sarà la prima giudice di gara donna in una corsa ciclistica negli Emirati Arabi Uniti. La ventisettenne commissario nazionale élite (in Italia solo un altro giudice ha la sua stessa qualifica per la strada e per il fuoristrada) di San Michele di Piave a fine mese abbatterà un muro dei più resistenti non solo in ambito sportivo. La bella Chiara, vicesindaco del Comune di Cimadolmo, dal 31 gennaio al 4 febbraio affermerà il suo status di giudice di gara e di donna al Dubai Tour grazie a un progetto di collaborazione internazionale che coinvolge Rcs Sport, Federciclismo ed Emirati Arabi Uniti.

Il Dubai Tour è una corsa a tappe professionistica maschile su strada disputata la prima volta nel febbraio 2014 con successo finale dell’americano Taylor Phinney; dal 2015 (vittoria del britannico Mark Cavendish) vi possono partecipare anche più squadre dell’Uci World Tour. L’anno scorso si impose il tedesco Marcel Kittel. È organizzata Dubai Sports Council in collaborazione con Rcs Sport. «Mai avrei immaginato di essere chiamata a svolgere una gara negli Emirati, finché il mio presidente mi ha chiamato, informandomi che da quest’anno si apre anche alle donne e chiedendo la mia disponibilità» spiega Lovat, che vanta la laurea magistrale in sviluppo interculturale dei sistemi turistici conseguita alla facoltà di economia di Cà Foscari

«Sarà un'esperienza doppiamente importante per me. Se da una parte c’è la soddisfazione di poter far da giudice a una gara come il Dubai Tour, che corona un sogno come tante altre gare della massima categoria, dall’altra c’è quella di poterlo fare in un contesto culturale così chiuso alle donne. Essere la prima donna a farlo mi onora, visto anche il mio impegno politico. Preciso che sarò tenuta a indossare la divisa senza alcun copricapo o velo imposti».

È una ragazza in carriera Chiara Lovat e più che mai decisa a non fermarsi. Già più giovane giudice di gara nazionale della storia della Federciclismo, nel 2016 Chiara è stata designata su strada per la Strade Bianche, la Milano-Torino e il Gran Piemonte, oltre che per i mondiali di cross country in Val di Sole e i ciclocross internazionali di Faè di Oderzo e di Gorizia. La “missione” negli Emirati, tuttavia, ha una valenza civile e non solo sportiva. «Vedo questa apertura alle donne come una conquista, seppur minima, per il mio genere» afferma Lovat «Altre due colleghe sono state designate per Abu Dhabi, che si svolgerà a fine febbraio dal 23 al 26.

Grazie all'interesse di Mauro Vegni, direttore generale della Rcs Sport, è stato possibile attuare con successo un progetto di collaborazione finalizzato all’impiego contemporaneo di nostri giudici di gara negli Emirati Arabi nel corso delle gare Dubai Tour e Abu Dhabi Tour, sia sotto l’aspetto tecnico in senso stretto e sia rivolto ad una attività di formazione e di tutoraggio dei pari colleghi arabi». Senza aver essere mai salita su una bicicletta a fini agonistici, Chiara Lovat a 19 anni superò il corso per commissario di gara regionale, dedicandosi a competizioni di ciclocross e su strada. Solo quattro anni dopo scavalcò brillantemente il primo gradino, superando il corso di Salsomaggiore Terme e l’esame finale diventando giudice di gara nazionale. All’orizzonte, dietro le dune di Dubai, già si intravede la qualifica a commissario internazionale.

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