Il sindaco: «Che giornata di grandi emozioni»

PIEVE DI SOLIGO. Festa sì, ma con giudizio. A Pieve di Soligo piedi ben piantati per terra, un po' per tradizione, un po' perché nessuno se lo aspettava, e quindi non c'è stato tempo nemmeno per preparare i festeggiamenti. Il giorno dopo il blitz di Cornuda, con la matematica promozione in D, i pievigini si sono risvegliati felici e un po’ increduli. Qualcuno, a dire il vero, ha anche storto il naso: «Non bastava il palazzetto, adesso dovremo pazientare anche per i lavori sullo stadio». Eh sì, perché un minimo di rischio che la Pievigina, l’anno prossimo, possa non giocare a Pieve di Soligo esiste, visto che il "Raffaele D'Agostin" è uno stadio (piccolo) che ha bisogno di interventi radicali per essere adeguato alle norme della categoria. Un passo alla volta: oggi è il momento della festa. «Domenica è stata una giornata di grandi emozioni» commenta il sindaco di Pieve, Stefano Soldan «la cittadinanza e il mondo sportivo hanno due motivi per stringersi attorno ai loro atleti. Oltre alla promozione in Serie D della Pievigina, c'è stata quella in C1 del Rugby Piave». La Pievigina torna in D dopo 12 anni, e la società è da sempre un punto di riferimento per le squadre più piccole: «Questa vittoria è di tutto il Quartier del Piave» continua il sindaco «un campionato di Serie D farà crescere e conoscere tutto questo territorio». Venendo alle questioni più spinose, c'è già il nodo-stadio. Tecnicamente, si tratterà di tanti piccoli interventi da portare a termine entro settembre: tornelli, settori distinti per tifoseria, aumento della capienza, ristrutturazione degli spogliatoi. Il primo cittadino non fa promesse: «Ma dico che faremo di tutto perché la Pievigina continui a giocare a Pieve. I giocatori, scherzando, mi avevano chiesto cosa sarebbe successo in caso di promozione. Io ho risposto: voi intanto continuate a vincere. Un grazie al presidente Paolo De Nicolo per il suo impegno: la sua dedica al papà scomparso è stata commovente». Ora la Pievigina penserà a terminare la stagione (venerdì c'è la "finalina" a Martellago con l'Adriese, vincitrice girone A), poi si apriranno le danze, forse con una festa pubblica per dare la possibilità ai tifosi di abbracciare la squadra. Una cosa è certa: nessuna maglietta celebrativa. I giocatori le avevano preparate prima delle semifinali playoff dell'anno scorso, con scarsi risultati: solo il successivo ripescaggio ha permesso che la favola continuasse fino alla Serie D.
Andrea De Polo
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