Coledan & Ruggeri La maglia nera della strana coppia

TREVISO. L’intervista alla radio probabilmente non l’aveva ricevuta nemmeno in occasione della vittoria in Coppa del Mondo. Marco Coledan, 28nne passista di Lutrano di Fontanelle, ieri ha goduto del suo scampolo di popolarità intervenendo nella popolare trasmissione radiofonica di Radio 24 intitolata “Il falco e il gabbiano”. Il programma pomeridiano, condotto dal cantante Enrico Ruggeri, appassionato di ciclismo e autore di una struggente canzone su Felice Gimondi e Eddy Merckx, è stato dedicato alla storia della maglia nera. Al termine della puntata, in cui Ruggeri ha ripercorso gli storici duelli fra Luigi Malabrocca e Sante Carollo, Coledan è stato intervistato al telefono per essere arrivato ultimo al Giro d’Italia del 2015. «Più che altro sono orgoglioso di averlo portato a termine il Giro» ha spiegato al conduttore l’atleta della Trek-Segafredo «In 200 che siamo partiti abbiamo concluso in 178 a causa di numerosi ritiri. Posso dirmi contento di non avere mollato mai come, invece, tanti altri. Ho tagliato il traguardo nonostante la prima settimana sia stata molto difficile a seguito della caduta nella prima tappa e dell’influenza di cui ho sofferto per tanti giorni. Non è stato facile». Tanta fatica per ottenere… «500 euro di multa» ha ricordato con sarcasmo Coledan «Non puntavo all’ultimo posto. Noi ciclisti trevigiani ricordiamo così è la maglia nera grazie a Nani Pinarello ma non era quello il mio obiettivo. Nell’ultima tappa (la terribile Saint-Vincent-Sestriere vinta da Fabio Aru, ndr) ho ricevuto qualche aiuto per cui sono stato multato come molti altri. Ero molto stanco ma anche desideroso di portare a termine la fatica anche se all’ultimo posto della classifica». La maglia nera, in realtà, ha un legame stretto con il ciclismo di Marca. Se il vessillo venne solo per sette volte nella storia del Giro d’Italia, alcuni ciclisti trevigiani hanno concluso all’ultimo posto della graduatoria della corsa rosa pur senza venire riccamente compensati. La maglia nera finì sulle spalle di Luigi Malabrocca nel 1946 e nel 1947, di Aldo Bini nel 1948, di Sante Carollo nel 1949, di Mario Gestri nel 1950 e di Giovanni Pinarello nel 1951. Abolita a seguito delle proteste degli stessi corridori, che vedevano nella speciale classifica rovesciamento degli autentici valori dello sport, la maglia nera venne ripristinata per la 50ª edizione del Giro nel 1967 e fu aggiudicata al vicentino Lucillo Lievore. Nel 2008 venne introdotto il numero nero acquisito da Markus Eichler del team Milram. Tuttavia, scorrendo l’albo d’oro della corsa che a maggio farà tappa ad Asolo, si nota fra gli ultimi classificati nel 1956 Angelo Coletto di Negrisia di Ponte di Piave, nel 1959 Antonio Uliana di Carpesica di Vittorio Veneto e nel 2007 Oscar Gatto, ancora oggi in gruppo con la Androni Giocattoli. Coledan, pertanto, è stato il quinto ciclista trevigiano a vantarsi, per così dire, di questo primato rovesciato. L’importanza della maglia nera, da quando venne dedicata Giuseppe Ticozzelli, calciatore del Casale e della nazionale, che nel 1926, presentatosi al via del Giro con la maglia sociale della squadra piemontese (nera con stella bianca) e dovette ritirarsi dopo tre tappe a seguito di investimento motoristico, significato e blasone sono completamente modificati. A Coledan (vincitore di 10 campionati italiani, un europeo e una prova di Coppa del Mondo su pista), e ai gregari come lui, nel 2016 interessa di più (anche economicamente) rendersi utile alla squadra.
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