Pinarello: «Grande Partenza a Treviso»

Il sogno di Fausto dopo l’eclatante successo della tappa dedicata a papà Nani: «Nel 2017, l’anno dell’adunata degli alpini»
Di Mattia Toffoletto
BOLOGNINI TREVISO AG. FTOFILM GIRO D'ITALIA PARTENZA DELLA CAROVANA DELLA TAPPA A CRONOMETRO E I TREVIGIANI
BOLOGNINI TREVISO AG. FTOFILM GIRO D'ITALIA PARTENZA DELLA CAROVANA DELLA TAPPA A CRONOMETRO E I TREVIGIANI

TREVISO. Nemmeno il tempo di godersi il successo della Treviso-Valdobbiadene e Fausto Pinarello si è ritrovato ieri all'alba in sella a una bicicletta da corsa, figurando fra gli 8.500 partecipanti della Nove Colli. Minimo comune denominatore la pioggia, che a Cesenatico, come sabato nella Marca, non ha guastato la festa. Perché la passione per il pedale sarà sempre più forte delle bizze del tempo. Come per gli amatori, così per le migliaia di appassionati che l'altro ieri hanno affollato il capoluogo per la partenza della cronometro. Il manager traccia un bilancio e ragiona in prospettiva, mentre in auto si dirige verso casa. E, fra una domanda e l'altra, individua il nuovo, possibile step. Dopo lo start del 2012, l'arrivo del 2013 e la crono del 2015, pensa a qualcosa di più grande. Sensazionale, indimenticabile, forse ineguagliabile.

Pinarello, come si potrebbe alzare l'asticella?

«Il mio desiderio è portare a Treviso la Grande Partenza del Giro d'Italia. Non la definirei idea, al momento è solo un sogno. Ma sarebbe favoloso farlo cominciare dalla mia città nel 2017, magari una settimana dopo l'adunata nazionale degli alpini, per cui c'è già la candidatura».

Una Grande Partenza che potrebbe collegarsi alle celebrazioni per la Grande Guerra, coincidendo al momento anche con un passaggio importante nella partnership fra Rcs e Pinarello: state già lavorando al rinnovo?

«Il contratto con gli organizzatori del Giro scade nel 2017, ma ci piacerebbe estenderlo al 2020. Casualmente, per il team Sky, la tempistica è la stessa e vorremmo garantirci un identico prolungamento».

Che certezze le ha dato invece la partenza della crono?

«La città ha risposto alla stragrande. Darei un 9+. Se mai avessi avuto dubbi, adesso non ne ho più. Non appena ci sarà la possibilità, riporterò il Giro a Treviso. E se non nel capoluogo, comunque nelle vicinanze. Fosse per me, qui tutta la vita».

Deve esserle propria piaciuta la cornice di pubblico della crono. Malgrado la pioggia, muri di folla per assistere allo spettacolo dei rulli o allo start di 179 atleti. Cosa si sente di dire ai trevigiani?

«Devo ringraziarli. Dovrei scrivere una lettera a ciascuno, a tutti coloro che hanno trasformato la crono in una giornata di festa. E chi se ne frega del brutto tempo: la prossima volta verrà il sole. La partecipazione del pubblico della Marca non conosce eguali. E, non me ne vogliano altre discipline, quale sport raduna folle come il ciclismo e genera indotti economici così importanti? Siamo sponsor del Consorzio turistico Alta Badia e ci hanno riferito che persino da quelle parti la bici muove più denaro dello sci. Un esempio per spiegare le opportunità turistica del nostro sport».

Che cosa l'ha colpita della tappa dedicata a suo papà Nani?

«Ha vinto Kiryenka su bici Pinarello. Una bici trevigiana ha trionfato in casa. Non succede spesso. E poi mi è piaciuto l'entusiasmo della gente, la passione. Non possiamo essere lo Zoncolan, ma siamo sulla buona strada. Visto il cattivo tempo, è stata una dimostrazione di forza».

La chiusura delle scuole è fondamentale in queste circostanze: non trova?

«Ho notato tantissimi bambini, un colpo d'occhio fantastico. Invece che sui banchi, hanno fatto cultura, seguendo da vicino il Giro d'Italia. Hanno imparato dal ciclismo».

La collocazione della crono al sabato ha determinato lo spostamento del mercato alla domenica. In un primo tempo, lo scorso autunno, era stata prospettata anche l'alternativa di piazza Duomo come location deputata alla partenza.

«Spero abbiano tratto benefici dallo slittamento (caustico, ndr)».

Gli impegni per il 2015 non sono certo finiti: quando vi prenderete una pausa?

«Fosse per me, farei il Giro pure a Natale. Intanto pensiamo alla corsa rosa con König nuovo capitano. Poi abbiamo un traguardo ogni mese. In giugno, è in programma il Record dell'Ora di Wiggins. In luglio, la nostra granfondo e il Tour de France con Froome. La Pina cadrà il 12 e avrà un percorso nuovo: torneremo sul San Boldo e percorreremo il Praderadego al contrario». Una sfida tira l'altra.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso