Il Treviso e Frandoli: «Meritavamo di vincere»

Davide Tentoni era stato chiamato al posto di Simone Piovanelli, come spiegò la società, per «non perdere altro terreno dal primo posto»: in 4 gare bilancio di una vittoria, un pari e due sconfitte....

Davide Tentoni era stato chiamato al posto di Simone Piovanelli, come spiegò la società, per «non perdere altro terreno dal primo posto»: in 4 gare bilancio di una vittoria, un pari e due sconfitte. L’ultima, la più beffarda, è maturata negli stessi minuti in cui la Godigese ribaltava il risultato col Campigo. Walter Frandoli, questo Treviso a -11 dalla vetta va sempre peggio, altro che riscossa. «Con il Cartigliano avremmo meritato di vincere» ribatte il vicepresidente«colpa di un gol subito a tempo scaduto su nostro errore, ma la squadra non ha demeritato. E sono cose che succedono: il Rossano non ha forse vinto a Sarcedo? Comunque restano ancora 30 punti in palio: puntiamo a farne 24-25, l’obiettivo resta il salto di categoria. Ed è positivo che i ragazzi alla fine si siano presi le loro responsabilità. In più assicuro che nessuno gioca contro l’allenatore, sarebbe assurdo. Vero, nel primo tempo eravamo in difficoltà, ma qui devo ripetere il concetto: questo Treviso è nato il 19 agosto, quindi in tempi stretti e soprattutto senza preparazione. Inutile che mi si dica che all’inizio si giocava meglio, erano successi di una squadra senza preparazione ma che poggiava sulle qualità individuali; alla lunga le magagne atletiche sono venute alla luce. Inoltre non ho capito tutte quelle sedute in palestra durante la pausa, ai miei tempi si lavorava anche nel fango». Mica sarà stata colpa di Piovanelli se eravate partiti il 19 agosto... «Le motivazioni di quell’esonero sono altre e non vale la pena ricordarle (incompatibilità con l’attuale presidente Sartori, ndr), ma neanche con Piovanelli si vedeva il Real Madrid: non avevamo forse perso a Cornedo?» Beh, Tentoni ha perso a Rossano. «Sarà stato per solidarietà… Quelle 4 vittorie di fila erano arrivate anche per merito di Gnago, che oggi purtroppo ha ancora dolori ad una caviglia». Frandoli, se si cambia allenatore è per andare meglio, no? «Infatti l’obiettivo era di salvare il salvabile: col senno di poi, senza il cambio non credo saremmo andati molto lontani. Al tempo stesso ammetto che chi contesta oggi ha ragione per farlo ma il nostro traguardo resta l’Eccellenza». (s.f.)

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