Il Quinto scarica Paganin e si affida a Lanzara

Serie D. Il ds Bresolin: «Massimo troppo buono». Il neo-mister: «Lavoriamo su testa e carattere»
Bolognini Montebelluna calcio Montebelluna contro Virtusvecomp mister Lanzara Ivanoe
Bolognini Montebelluna calcio Montebelluna contro Virtusvecomp mister Lanzara Ivanoe

QUINTO. Piena zona playout, 8o sconfitte complessive, 2 rovesci nelle ultime 2 uscite. La crisi infinita del Quinto, retrocesso la passata stagione in Eccellenza dopo 7 tornei di serie D, implica una svolta in panchina: la società rossoblù ha esonerato Paganin e affidato le sorti della prima squadra a Ivanoe Lanzara. Fatale all'ex difensore di Inter e Bologna il tonfo in casa del Liapiave. Il Quinto ha virato così sull'ex tecnico del Montebelluna, che in riva al Sile aveva giocato un campionato e mezzo fra 2008 e 2010. «Conosco Paganin dai tempi del Vicenza e lo ringrazio per la professionalità», commenta il ds Nuccio Bresolin, «Spiace per questa decisione e sono convinto diventerà un bravo tecnico. Era abituato ad allenare a livello giovanile, ma in Eccellenza non occorre un “educatore di calcio”: cattiveria agonistica e corsa, viceversa, sono componenti fondamentali. Sono stati i giocatori a causarne l'esonero, non affrontando le partite con la giusta mentalità. Ho puntato su Lanzara, che al Monte ha dimostrato di possedere personalità». Ivanoe, non riconfermato dal Monte dopo la salvezza al playout, era approdato a dicembre al Ponzano, ma l'avventura è terminata ancor prima d'iniziare. Adesso una nuova sfida: salvare il Quinto. «Ero rimasto vincolato al Monte come giocatore, ma l'inghippo si era risolto e due settimane dopo avrei potuto firmare», spiega, «Con il Ponzano, in realtà, c'erano state idee diverse in merito a una possibile campagna di rafforzamento. Grazie al Quinto, posso rimettermi in gioco. Non avevo avuto altri contatti, non potevo aspettare ancora. Dovrò lavorare soprattutto sulla testa e sul carattere dei giocatori. Ho visto alcune partite: il gioco c'era, mancava forse un po' di cattiveria in zona gol, l'attitudine a portare a casa le partite. Conosco gran parte dei ragazzi, per averci giocato assieme o contro. Al Quinto, invece, ero stato negli anni di Pizziolo: l'unico superstite è il tuttofare Giannino». Nei piani di Bresolin, l'organico doveva garantire un'altra classifica: «Sono di categoria superiore, potrebbe essere una compagine di D. Abbiamo pagato la giovane età, ma anche 18 squalificati in 17 giornate, l'equivalente di quattro partite in meno». Non si escludono rinforzi: Bresolin guarda a un difensore e a una punta. Mattia Toffoletto

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