Calcio Treviso: c'è la terza cordata

Ci sono tre cordate per salvare il Calcio Treviso. Lunedì il terzo gruppo si presenterà in comune eppoi si vedrà, ma intanto Giangiuseppe Lucchese e Walter Frandoli hanno già unito i loro sforzi per ridare alla città una squadra di calcio, ed oggi alle 15 andranno dal sindaco Giovanni Manildo per presentarsi e illustrare il lavoro che stanno facendo. «La fase è ancora esplorativa» spiega Frandoli, architetto, una delle bandiere del calcio biancoceleste in città «stiamo sondando la disponibilità di diversi imprenditori, vista la situazione ed i tempi ristretti, credo entro luglio, non è facile, ma siamo fiduciosi. Non c’era motivo che io e Bepi procedessimo divisi, ora cercheremo di nuovo di salvare il calcio a Treviso: ci sarà anzitutto da costruire la società e darle una nuova denominazione, quindi ci iscriveremo ad un campionato dilettanti, in base al budget a disposizione. Meglio tenere i piedi per terra, inutile far promesse che poi non si riesce a mantenere».
Ma rispunta Renzo Corvezzo. Il calcio davvero è miniera inesauribile di sorprese: la Covisoc, scavalcando la decisione della Lega Pro (che aveva già escluso Treviso e Campobasso per il mancato pagamento dei famosi assegni di 36 mila euro), ha autorizzato il Treviso ad iscriversi in C2, previa penalizzazione di -2, se entro martedì verserà la nota fidejussione di 400 mila euro.
Ovvio, con nove club spariti fra C1 e C2 c’è bisogno di tutti.
Storia però grottesca per molti motivi. Uno è che gli organi di controllo non hanno identità di vedute, un altro è che lo vengono a dire solo adesso, un altro ancora è che nel frattempo si è messa in moto la cordata per iscrivere un Treviso differente in serie D.
Ma chi riuscirà a trovare, del vecchio Treviso, i 400 mila dopo che si è fatto fatica a reperirne 36 mila?
Renzo Corvezzo, ma certo, sempre lui. «Intanto tengo a precisare che del F.C. Treviso non sono il curatore fallimentare ma il liquidatore; inoltre bisogna trovare anche 36 mila dell’iscrizione, 9 mila per il ricorso e 150 mila per il ripianamento di bilancio. L’opportunità l’abbiamo saputa l’altro giorno, a questo punto chiederemo una proroga: ce l’hanno data perché siamo a posto con gli stipendi (il 5 agosto ultima rata, 130 mila euro, ndr). Io intanto continuo nella liquidazione». Ma tutti questi soldi chi li tira fuori?
«Fahdi Mehmeti (uomo d’affari svizzero-kossovaro, ndr) naturalmente ad iscrizione eseguita. Io però pretendo continuità, cioè che ci siano i quattrini anche per sostenere la stagione».
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