Celtic, eleggibili e comunitari: la Fir apre

Un’apertura sui comunitari, e un’altra deroga su stranieri che sono alla seconda stagione in Italia e che dunque al termine del prossimo anno agonistico acquistano l’eleggibilità per la nazionale.
La Fir « allenta» le norme sugli stranieri per le due squadre di Celtic League. Le due piccole grandi rivoluzioni non sono state ancora ratificate, ma i vertici della due squadre - Benetton e Zebre - hanno avuto la parola del presidente Alfredo Gavazzi, che ha promesso che le innovazioni verranno quanto prima stabilizzate-. Nel frattempo, per i due club è stato un invito a nozze: sintomatico che Zatta e Munair sisiano recati a Bucarest, alla Nations Cup, dove fra argentini, rumeni, i potenziali comunitari non mancano.
E ora occhio anche a giovani stranieri di vaglia da anni in Italia, magari nelle serie inferiori. Il caso embelmatico è Vunisa, che dal’anno prossimo potrebbe sbarcare in azzurro. Un altro meno famoso è Haimona, iradiddio in serie B, che approda a Calvisano, ed è tenuto d’occhio da tempo dalle Zebre.
È chiaro che la Fir si preoccupa per il futuro - e il bruttissimo ko con Samoa ha fatto risuonare altri allarmi, al di là dei senatori nell’occhio del ciclone - e corre ai ripari preparando un altro vivaio di innesti stranieri.
Sempre dalla Fir, speranze per il Paese di venir ripescato in B. Secondo le vecchie norme la squadra che rinuncia a un campionato cui ha titolo – il caso appunto del Gruppo Padana, giunto sesto nell’ultima serie A, girone 2, ma che non avendo le risorse preferisce scendere di categoria - sarebbe dovuta ripartire dall’ultima seria, dunque dalla C.
Ma pochi giorni fa, dagli uffici federali, sono arrivati segnali di fumo... confortanti. La Federazione, in sostanza, dice che negli ultimi mesi ha attivato una procedura anche al Coni per modificare la norma, proprio per venire incontro ai club che devono fare i conti con la crisi economica e con minori aiuti da parte degli sponsor, con una clausola che appunto faccia svendere dio un solo scalino. Se ne è parlato anche nel recente consiglio federale svoltosi a Catania. La Fir allerta Paese, a cominciare dal presidente Paolo Pavin: non appena avrà il placet dagli uffici normativi del Coni, il Paese sarà inserito nel pannello della serie B.
Da questo punto di vista, c’è invece la Tarvisium che attende un possibile ripescaggio in A, proprio per situazioni di crisi che non coinvolgono solo Paese ma altri club nel resto d’Italia, dal Nord al Centro Sud. Da quanto si è capito, la Fir affronterà il problema ai primi di luglio, e bisognerà capire se verranno privilegiate (storicamente è stato così) le retrocesse dalla serie A, e fra queste c’è il Cus Padova, e solo dopo le sconfitte ai playoff promozione come la Volteco Tarvisium. Molto dipenderà da quante caselle vuote, oltre al Paese, ci saranno ai nastri di partenza della prossima stagione.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








