Doppio Zoncolan e il finale a Trieste

Dopo la sbornia di complimenti per la buona riuscita delle due tappe friulane, già si lavora per fare meglio l’anno prossimo quando la corsa, come anticipato, tornerà per un doppio Zoncolan. Come?
Nuovi progetti. Archiviata la frazione dello Zoncolan e quella di mercoledì che ha portato la carovana sul Vajont nel ricordo della tragedia di 50 anni fa, il rapporto tra Giro d’Italia e Friuli entrerà in quella che possiamo definire “la fase due”. A dieci anni dall’impresa di Simoni nel primo Zoncolan, e dopo le tappe di successo a Gemona, altri due Zoncolan con le vittorie ancora di Simoni e di Basso e la frazione dello smacco del Crostis nel 2011, è arrivata la doppietta di quest’anno. Che rappresenta una sorta di spartiacque.
La Regione ci crede. Si apre, così, un’altra serie di opportunità per il Friuli. Anche grazie al pieno appoggio che in questi giorni l’organizzatore delle tappe friulane degli ultimi dieci anni, Enzo Cainero, ha avuto dal nuovo corso in Regione. Chi immaginava un rapporto difficile tra il patron, legato alla giunta di centrodestra giudata da Tondo, e l’esecutivo di centrosinistra guidato da Debora Serracchiani, da nemmeno un mese al governo regionale, deve rivedere di molto le sue idee. La prova è data dalle parole dette sul Montasio e all’arrivo di Erto dal vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello. «La visibilità che la Regione ha grazie al grande ciclismo e al Giro è incredibile» ha detto «La strada della Regione è di promuovere il territorio, il Giro è il modo migliore. I progetti di Cainero devono andare avanti. Con il 2014 vuole andare in “pensione”? Intanto per il 2014 stiamo pensando a qualcosa di unico, poi Cainero farà in tempo a cambiare idea». Parole pesanti. Che confermano come l’esecutivo regionale sia perfettamente al corrente delle trattative che Cainero ha da un pezzo avviato con gli organizzatori del Giro per il futuro.
Servono investimenti. Di più, il peso delle tappe friulane del Giro 2014 lo determinerà l’appoggio economico che la Regione darà agli organizzatori. Se l’esecutivo Tondo ha investito per il pacchetto 2013 meno di 400 mila euro, la giunta Serracchiani dovrà alzare il budget. Ma se tra i “no comment” e qualche ammissione tra i vertici di Rcs e Cainero abbiamo visto giusto, ne varrà la pena.
L’ultima settimana. Intanto la tappa dello Zoncolan 2014, se Rcs non cambierà idea, sarà piazzata in calendario nell’ultima settimana. Di più, negli ultimi giorni di corsa. Doppia scalata al “mostro” carnico con tappa infarcita da altre novità in quota (Casera Razzo?), tanto per dare uno scossone forse definitivo alla graduatoria. Ma Cainero e lo stesso Bolzonello parlano di «progetto senza precedenti, inimmaginabile».
Il grande sogno. Proviamo allora a fare un passo in avanti, avvertendo il lettore che stiamo camminando sulle uova e il rischio di romperle è elevato. La memoria ci aiuta: 1998 e 2004, due cronometro individuali corse a Trieste e vinte rispettivamenmte da Zuelle (poi Pantani gli avrebbe sfilato la rosa nel tappone dolomitico) e da Gonchar nel Giro di Cunego. Non date qualsiasi, bensì gli 80 anni dall’ingresso di Trieste in Italia e i 50 dal ritorno i patria dopo la Seconda Guerra Mondale. E se allora il Giro nel 2014 si concludesse a Trieste, come accade a Udine nel 1983, per festeggiare i 60 anni dal ritorno della città in Italia? Del resto Milano e la Lombardia la faranno padrone nel Giro 2015 per la concomitanza con l’Expo. Se son rose fioriranno, altrimenti avremo rotto le uova.
Antonio Simeoli
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