il lutto

La Treviso del calcio piange Alessio Nicolé (foto piccola), capitano dei biancocelesti dal 1960 al ’63, scomparso sabato sera a Padova. Classe 1935, terzino sinistro, ha disputato con il Treviso cento partite in serie C, realizzando un gol. Una carriera che sarebbe potuta essere ancora più brillante.
Il giovane Nicolé, infatti, esordì in serie A con la squadra della sua città, il Padova dei miracoli guidato dal leggendario Nereo Rocco. Ma un infortunio ai legamenti crociati lo allontanò dai campi della massima serie nel 1957. Trovò quindi la sua dimensione a Treviso, ed esordì in maglia biancoceleste il 20 settembre del 1959, in Savona-Treviso 3-1. Fu il primo mattone di un legame con la città che andò ben al di là del rettangolo verde.
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 1963, con la fascia di capitano al braccio, Nicolé aprì con la moglie Laura un negozio di alimentari in centro, che gestì per dieci anni. Poi la coppia tornò a Padova. La nipote Lorenza lo ricorda come un uomo d’altri tempi, professionista di un calcio che non c’è più: «Nella vita reale si comportava come in campo: un signore. In quegli anni il calcio insegnava a diventare uomini. Serio e puntuale, metodico. Non divenne capitano per caso». Lontano dai campi di calcio, non abbandonò la passione per lo sport in generale. Allenò e si divertì con il nuoto: «A vent’anni nuotavo con lui, e non tenevo il ritmo delle sue quaranta vasche», ricorda commossa Lorenza.
I funerali sono in programma mercoledì alle 10.30 nella chiesa di San Giovanni Bosco a Padova. Alessio Nicolé riposerà nella cappella di famiglia.
Andrea De Polo
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