Tre nomi e un dubbio per il nuovo Treviso

Uno piace all’allenatore, che l’ha già avuto ai suoi ordini e quindi sa bene quanto gli renda, in spogliatoio e in campo. Due sono benedetti dal nuovo (meglio, futuro, e la prudenza è d’obbligo) azionista De Pasquale, di cui parliamo nell’intervista sotto il titolo. E uno forse lo vuole Corvezzo (gli ultimi due qui sopra in foto) o chi per lui, ma non fa impazzire gli altri due. Stiamo parlando dei giocatori che a vario titolo sono entrati nella sfera del Treviso Calcio. Una sfera che i detrattori definiscono per niente tranquillizzante e che invece, per i nuovi volti, appartiene al rilancio societario.
Fattostà che i tifosi stanno a guardare e non sembrano pronti a spellarsi le mani. Vuoi per le delusioni del passato, vuoi perchè si sono documentati e non sono disposti a scommettere su nessuno.
Diciamo innanzitutto che i siti specializzati hanno subito acceso i riflettori su nuove presenze e dichiarazioni dei potenziali futuri padroni di via Foscolo.
Su tuttolegapro.it viene dato in prova Giovanni Kyeremateng, classe 91, 1.79 di altezza, attaccante, italiano di origine ghanese, calcisticamente nato all’Inter, che di recente ha giocato con il Monza (15 presenze) ma che soprattutto era in forza al Montichiari (11 presenze e un gol), il cui cartellino è rimasto quasi sicuramente nelle mani di De Pasquale, che infatti lo pèrora.
E’ certamente nella manica di mister Ruotolo – il nuovo coach - Mariano Stendardo, difensore centrale, fratello del giocatore della Lazio, classe 83, 1.89 di altezza, che ha militato nel Napoli, nel Lecce, nell’Atalanta, nel Grosseto, nella Salernitana (ecco dove l’ha incrociato il mister), nel Pisa e nella Ternana. Ieri era annunciata la sua firma. Da prof ha segnato anche 11 reti, il che non stona. Certo, non è un pivello. Ha una benedizione di De Pasquale anche Pietro Zammuto, 1.80 di altezza, classe 1986, difensore, ex Samb, Piacenza (4 stagioni) e Avellino, anche lui non tesserato per nessuno nel 2012.
Infine c’è l’anziano, ovvero Ricky Allegretti, classe 78, altezza 1.71, lunga militanza a Trieste, intervallata da Bari e Grosseto e preceduta da Lecco, Empoli, Como, Modena e Chievo. Non sappiamo chi lo ama, ma sappiamo perchè: serve un esperto che sappia dare ordine (è un centrocampista), calma, autorità riflessa (l’appoggio in campo dell’allenatore) e soprattutto tenga le redini dello spogliatoio. Cessioni: le più importanti sono quella, certa, di Santoro, ma soprattutto quella di Tràini, l’uomo dei miracoli “ma valà”.
Antonio Frigo
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