Ecco Silvia Serafini, l’ironwoman che tocca il cielo con un dito

ODERZO. Ironwoman o wonder woman, fate voi. E' una ragazza d'acciaio che con l'alta quota si trova suo agio: ama inerpicarsi fra le montagne, laddove puoi toccare il cielo con un dito. Si chiama Silvia Serafini, ha 23 anni, vive a Oderzo e frequenta il quarto anno di bioingegneria a Padova. Una ragazza normale con una passione speciale: due settimane fa, ha vinto il campionato italiano sky marathon a Pasturo (Lecco), domando il sentiero delle Grigne, un percorso-monstre di 43 km e 6.400 metri di dislivello. Ma Silvia occupa pure il terzo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo sky running: vorrebbe agguantare la seconda posizione e ci proverà il 14 ottobre, nell'ultima tappa in Malesia, dove il tasso di umidità sarà vertiginoso, come le cime a 4 mila metri d'altitudine, che la tenace runner dovrà affrontare. Nella sua disciplina, Silvia è la rivelazione della stagione: solo da quest'anno, con costanza e ad alto livello, si è dedicata infatti alla corsa in montagna, ovvero sky running, sky marathon, trail running.
In passato, aveva frequentato strada e pista: maratona e mezza maratona, che aveva praticato fino allo scorso anno, ma anche 5000 metri e 3000 siepi. «Un mio amico, Stefano Daniel, me l'ha fatta provare e mi sono trovata subito bene», racconta Silvia, «La montagna mi è sempre piaciuta». E' entrata nel Team Salamon e i risultati sono visti subito. Il suo 2012 è stato esplosivo: vittorie e secondi posti quasi non si contano, fra i quali spiccano, in terra francese, il trionfo alla Marathon du Montclam e la piazza d'onore alla Marathon du Mont Blanc. Cui va aggiunta la perla del tricolore sky running: «Era una gara tecnica, perciò io, che venivo dalla strada, ero svantaggiata», osserva, «Specie nei tratti da percorrere con le catene, dove era necessario aggrapparsi alla roccia, inerpicarsi come in una ferrata. Passaggi più adatti alle specialiste, cioè scalate e discese, fra Grignetta e Grignone. La tricolore 2011, Emanuela Brizio, era riuscita anche a superarmi. Ma poi il titolo l'ho raggiunto comunque». L'emergente opitergina, ormai una bella realtà in questo sport avventuroso pensa già al 2013: potrebbe cimentarsi anche nelle gare Fidal, puntando a entrare nel giro della nazionale.
«La mia stagione non è ancora finita, voglio completare bene la Coppa del Mondo: in Malesia, gareggeremo in un parco naturale, saremo a 4 mila metri di quota e ci sarà un caldo umido incredibile. Ma io proverò ad arrivare seconda nella classifica complessiva». (ma.to.)
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