Querelle Imoco-palazzetto «Zambon deve dimettersi»

CONEGLIANO. È caos totale attorno al Volley Conegliano e alla Zoppas Arena. La domanda “dove giocherà l'Imoco, Zoppas Arena o Palaverde?” è ancora senza risposta. E la questione è sempre più ingarbugliata. Sport e politica non vanno a braccetto ed è guerra fredda. I rapporti tra Comune e vertici Imoco sono interrotti e a rimetterci rischiano di essere i tifosi dell’Imoco, che hanno deciso di scendere in piazza domani per «occupare il municipio» e domandare chiarimenti al sindaco Floriano Zambon. Intanto i grillini chiedono la testa del primo cittadino e del suo predecessore Alberto Maniero, oltre al sequestro in autotutela del palasport. Inoltre lamentano di essere stati esclusi dalla mozione bipartizan presentata dal capogruppo del Pdl Stefano Dugone e sottoscritta da quasi tutti i consiglieri comunali. Nel frattempo le “pantere” gialloblù paiono destinate a lasciare la loro «tana» e per il ritorno in A/1 potrebbero emigrare a Villorba insieme ai loro tifosi. Nell’ex casa della Sisley, il Palaverde, che da orogranata diventerebbe gialloblù magari conquistando i supporter del capoluogo. «Chiediamo le dimissioni del sindaco Zambon e del suo precedessore Maniero per come è stata gestita l'intera vicenda», afferma Luigi D'Este, capogruppo dei grillini. «Chiediamo immediatamente il sequestro in autotutela della Zoppas Arena», aggiunge. «È l'unica cosa da fare per sbloccare la situazione». Il sindaco Zambon annuncia il silenzio stampa sulla gestione Zoppas Arena, l'amministrazione «sta lavorando nei termini della legalità» per dirimere una matassa sempre più ingarbugliata. I bene informati rivelano che comunque domani il sindaco parlerà con i tifosi che andranno in municipio, come già fatto nei giorni scorsi con i Cuoredarena. Si dice non ci sia la copertura finanziaria per garantire le gare casalinghe dell'Imoco alla Zoppas Arena e che il Comune non voglia esporsi finanziariamente. La strada è quella della diffida alla Spes (Lucchetta), ma solo un giudice potrebbe decidere.
Diego Bortolotto
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