Cordata salva-Spes ma Lucchetta deve lasciare la società

CONEGLIANO
In un clima più vicino al teatro dell'assurdo che alla cronaca sportiva, il Conegliano gioca oggi a Piacenza, il primo dei tre incontri che chiudono il 2011 e un ciclo con molta gloria, ma davvero troppe ombre per trattarsi di sport. La sua vera partita il Conegliano la sta giocando altrove. Dopo le troppe promesse che la dirigenza non è stata in grado di mantenere circa il pagamento degli stipendi, molte delle atlete sono pronte a lasciare la squadra subito dopo il rientro a Conegliano. Rewind. La salute finanziaria del club è pessima dalla fine della scorsa stagione: scenario noto all'ambiente sportivo, istituzionale, giornalistico. Le operazioni per il risanamento sono tutte ferme anche per una sorta di sfiducia generale nell'attuale dirigenza, tanto che il presidente Lucchetta, tardi vista la piega degli eventi, annuncia un mese e mezzo fa il suo addio «una volta assicurata la solidità finanziaria al club». In settimana alcuni allenamenti sono stati sospesi. Parlare di sciopero non è corretto, ma servono soldi per saldare, entro il 31 dicembre, il 30% dei compensi della scorsa stagione, circa 240mila euro, ed evitare una penalizzazione immediata, fino a sette punti. Serve anche chiarezza, per scongiurare il fuggi fuggi che pregiudica lo svolgimento della gara contro Pesaro del 26 dicembre, che sancirebbe la scomparsa del team, ennesimo atto della deflagrazione progressiva che sta toccando le maggiori realtà sportive provinciali. L'ultima speranza è rappresentata da un accordo tra l'attuale società e un gruppo di imprenditori locali, che dovrebbe maturare entro le prossime ore. Secondo il progetto, la cordata costituirebbe una nuova società che non prevede la presenza di Lucchetta, per la gestione sportiva della squadra (stipendi, alloggio, trasferte) fino a fine stagione, formalizzando la cessione a titolo gratuito da parte dell'attuale dirigenza del titolo sportivo (transazione che per regolamento avverrà a giugno 2012). In tal modo si creerebbero le condizioni per l'ingresso di uno sponsor di rilievo a giugno e l'arrivo a gennaio di un paio di rinforzi. La risoluzione riceverebbe il bene placito del governo della pallavolo (Fipav e Lega) interessato a non perdere una realtà che catalizza un bacino di rilievo nazionale. Se la soluzione dell'affaire si concretizzasse, sarebbero già superate le intenzioni di diaspora espresse da squadra e staff in un lettera pubblica diffusa alla vigilia della gara con Piacenza, mentre la società incredibilmente diffondeva il consueto comunicato stampa, come se la situazione fosse normale. Prima di partire per Piacenza, la squadra ha ribadito la propria posizione: «Ad oggi abbiamo percepito la metà di un mese di stipendio, una situazione insostenibile, che ci costringe a cercare nuove realtà lavorative. Con le strumentalizzazioni della politica, però, noi non c'entriamo».
Alberto Rosa
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