Franco Romano: «Il mio cuore è nel Castello di Treviso»
La panchina affaccia sul Cagnan, l’acqua scorre lenta e riflette i muri antichi. È qui che Franco Romano si ferma, con lo sguardo che tiene insieme memoria e presente. Per molti è soprattutto “quello del Castello”, l’edificio che porta il nome della sua famiglia e che ancora oggi segna il profilo delle mura. Vorrebbe oggi accanto a sé il bisnonno Fortunato con lo stupore limpido di un ragazzo. Non l’ha mai conosciuto, eppure è una presenza costante.
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