Zaia senza freni: «Alziamo i limiti»

Beccato a 193 km/h sulla A27, il vicegovernatore lancia una raccolta firme. «E-mail e sms solidali con me, tutti vogliono farmi da autista». Il multato non si pente: «Anacronistici: 70 in città e 150 in autostrada»
«Speedy» Zaia è sulla bocca di tutti. I suoi 193km/h in autostrada sono argomento di discussione nei bar, negli uffici e nelle stanze della politica perché il vicegovernatore, pizzicato dalla stradale, per anni ha sostenuto e approvato milionarie campagne contro l'alta velocità. Scuse? Zaia nicchia, «Era un'emergenza», si mette sulla difensiva adottando una strategia che suona così: la multa dimostra che non si fanno sconti a nessuno. «Il mio impegno per la sicurezza prescinde da quello che è successo», «chi è senza peccato scagli al prima pietra». Poi rilancia: «Formerò un comitato per chiedere limiti di velocità più alti nei centri urbani e nelle autostrade, l'eliminazione delle sanzioni pecuniarie e pene più severe per chi sgarra».


Dieci punti persi, ritiro della patente per trenta giorni, 407 € di multa. Sono le cifre della “schumacherata” in A27 del vicegovernatore del Veneto, Luca Zaia. Lui incassa, ma non vuole uscire di scena con la contravvenzione in mano, e basta. «Ho sbagliato - dice - ma sfido chiunque ad affermare di non aver mai superato i limiti di velocità». La sua corsa in autostrada è chiacchieratissima, lui lo sa e parte al contrattacco citando Orwell: «Per le mie infrazioni non c'è stata privacy. Ci sono cittadini più uguali degli altri». Sfodera la carta popolarità: «Da quando la notizia della multa è diventata di pubblico dominio, ho ricevuto numerosissimi sms ed e-mail di solidarietà: tutti vogliono farmi da autista». Quindi allunga il passo e parte in contropiede: «La questione della sicurezza stradale è seria, ma bisogna ragionare attentamente.


Fonderò un comitato, proporrò una raccolta firme e rilancerò la proposta da me avanzata anni fa, quand'ero presidente della provincia di Treviso». Quale? «Aumentare i limiti di velocità da 50 a 70 Km/ora nei centri abitati e dai 130 ai 150 Km/ora in autostrada, eliminare le pene pecuniarie («mettono in crisi gli equilibri economici familiari»), inasprire le pene per i trasgressori arrivando anche al punto di togliere un punto patente per ogni chilometro orario fuori limite o, ancor più duramente, stabilire, per esempio, «che non allacciare la cintura comporti la sospensione della patente per 2 giorni o superare di 50 km/ora il limite di velocità faccia perdere il diritto alla guida per un mese». Gentilini gli dà manforte: «In autostrada i limiti attuali sono inaccettabili - dice - deluso da Zaia? No, a volte serve fare strappi alla regola per far fronte a tutti gli impegni che richiedono i cittadini».


Secondo il vicegovernatore del Veneto, il nuovo piano sanzionatorio potrebbe diventare un deterrente maggiore di qualsiasi multa. E non è finita. L'arrocco con cui Zaia tenta di uscire dallo scacco di un'opinione pubblica sorpresa, per non dire contrariata, prevede altre due mosse: l'inasprimento «orario» delle sanzioni e il pugno di ferro contro chi guida sotto effetto di alcol. «Dopo una certa ora - dice - bisogna cambiare sanzioni. Se superare il limite di velocità di 50 km/ora prima delle 22 fa perdere il diritto alla guida per un mese, dopo le 22 farà perdere per due mesi di patente. E chi guida in stato di ebbrezza - aggiunge - dovrà finire in carcere».

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