Venexus si presenta il 30 maggio a Padova, invitate 300 imprese con tutti i big

Il debutto della nuova piattaforma digitale che connette pubblico e privato. Presenti Renzo Rosso, Federico Zoppas, Alessandro Banzato, Rosario Rizzuto, Gianni Canella e tanti altri imprenditori veneti. Il presidente Stefani: «Meno imposizioni fiscali»

Laura Berlinghieri
Il presidente Alberto Stefani insieme a Renzo Rosso
Il presidente Alberto Stefani insieme a Renzo Rosso

Ci saranno Renzo Rosso, patron di Diesel, e Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est. E poi Mauro Fanin, presidente del gruppo Cerealdocks, e Federico Zoppas, managing director di Zoppas Industries. E ancora Alessandro Banzato, presidente di Acciaierie Venete e del Calcio Padova; e Francesco De Bettin, fondatore di Dba Group. E Rosario Rizzuto, neopresidente della fondazione Cariparo, e il numero uno di Alì, Gianni Canella.

Presenti il 30 maggio, dalle 10, alla Fiera di Padova, per la presentazione ufficiale di Venexus, la prima piattaforma regionale Esg (Environmental, social and governance) che connette pubblico e privato. Più di 300 imprese invitate, oltre a un centinaio di amministratori locali, per un’iniziativa che mira – progetto ambizioso – a ridisegnare il sistema dei finanziamenti dei progetti di pubblica utilità. Con protagonisti, almeno in questa prima fase, gli imprenditori; a partire da quelli già citati: i primi “mecenati” che hanno aderito al piano promosso dalla Regione, alla ricerca di fiscalità alternative per incoraggiare (e finanziare) iniziative di utilità sociale.

I progetti da finanziare

Gli esempi risiedono nella decina di proposte già individuate, con risorse in arrivo. Si va dalla piantumazione di alberi, a un progetto di prevenzione oncologica, e poi un’iniziativa di prevenzione delle malattie dermatologiche, fino a un ulteriore progetto dedicato all’autismo. E il “luogo” sarà Venexus, appunto, la piattaforma ideata dalla Regione dove si potranno incontrare domanda e offerta.

A indicare i progetti saranno Comuni, enti locali e Regione stessa, anche in partnership con associazioni e fondazioni del terzo settore; mentre dall’altra parte si collocheranno imprese Esg e società benefit, che in questa maniera potranno adempiere agli obblighi di sostenibilità presenti nei rispettivi statuti e contemporaneamente migliorare i propri rating creditizio e reputazione aziendale. Perché l’obiettivo vero è in realtà innescare un circolo virtuoso, capace di coinvolgere le imprese tutte, attratte da questo “circuito del bene”, indipendentemente dagli obblighi statutari.

Agli imprenditori basterà accedere alla piattaforma per scorrere l’elenco dei progetti finanziabili – si parla anche di nuove case di riposo, asili nido, musei, iniziative legate al welfare e progetti di rigenerazione urbana – e candidarsi: per l’intero ammontare, ma anche per una parte.

Obiettivo: «No nuove tasse»

«E, sempre all’interno del sistema, le stesse imprese potranno monitorare lo stato di avanzamento dei progetti finanziati e ottenere in tempo reale ogni rendicontazione necessaria per il proprio bilancio sociale» spiega il governatore Alberto Stefani.

L’obiettivo è chiaro: mettere in piedi un sistema di fiscalità che si ponga come alternativa all’imposizione. «Prevedere nuove tasse sarebbe il metodo più semplice», ammette il governatore, «ma noi con Venexus vogliamo rovesciare la prospettiva: l’amministrazione pubblica rinuncia ad imporre prelievi fiscali, ma indica al privato, che può liberamente scegliere se aderire o meno, ambiti in cui intervenire, con la massima trasparenza ed efficacia».

E il privato, chiaramente, ne trae beneficio. Non soltanto le società già di fatto “obbligate” a questo mecenatismo, ma anche le altre aziende che dovessero decidere di aderire: grazie a rendicontazioni Esg immediate e certificate, con implicazioni dirette nell’accesso a determinati tipi di finanziamenti, e poi valorizzazione dei bilanci di sostenibilità e miglioramento del proprio rating creditizio.

L’iniziativa richiama necessariamente la ripetutamente paventata introduzione dell’addizionale Irpef regionale. Misura sistematicamente evitata dall’amministrazione Zaia – con maggiorazioni, però, delle aliquote Irap – e alla quale Stefani, a sua volta, confida di rinunciare. Con questo strumento, innanzitutto, ma non solo.

Per esempio va sempre in questa direzione il progetto di costituzione di una holding autostradale unica per il Nord Est: strumento per finanziare, in questo caso, le infrastrutture. E ulteriore tessera di un mosaico che si pone come obiettivo la costruzione di una rete di fiscalità alternativa, di modo che a fare le spese del mancato pugno di ferro sul fronte delle imposte non sia l’erogazione dei servizi. Dunque è questa la sfida, con un percorso che è chiaramente tutto da costruire. Ora parola alle imprese.

 

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