Energia e carburanti, stangata da quasi 3 miliardi in Veneto: famiglie e imprese pagano il prezzo della crisi
Nel 2026 famiglie e imprese venete dovranno affrontare quasi 3 miliardi di euro di rincari tra carburanti, luce e gas: il Veneto è la terza regione italiana più colpita, con benzina e diesel che pesano per oltre 1,2 miliardi

Il caro energia e l’impennata dei carburanti rischiano di presentare ai veneti un conto pesantissimo nel 2026: quasi 3 miliardi di euro di costi aggiuntivi rispetto all’anno precedente. È la stima dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che fotografa gli effetti dello shock energetico seguito alla nuova crisi internazionale e all’aumento dei prezzi di benzina, gasolio, luce e gas.
Il Veneto si conferma tra le regioni italiane più colpite, terzo territorio nazionale per aggravio complessivo dopo Lombardia ed Emilia-Romagna.
Secondo le previsioni, famiglie e imprese venete dovranno sostenere 2,95 miliardi di euro in più, pari a un incremento del 15,8%.
La voce più pesante riguarda i carburanti. Tra benzina e diesel, il rincaro stimato supera 1,27 miliardi di euro (+20,6%), con prezzi alla pompa ormai stabilmente vicini ai 2 euro al litro. Una crescita che incide direttamente sia sui bilanci familiari sia sui costi di trasporto e produzione delle aziende.
A pesare saranno anche le bollette elettriche, con oltre 1 miliardo di euro di spesa aggiuntiva (+12,8%), mentre il gas comporterà un ulteriore aggravio di 611 milioni (+14,7%).
L’impatto è particolarmente rilevante in una regione come il Veneto, dove il tessuto economico è fortemente basato su piccole e medie imprese manifatturiere, artigiane e commerciali, più esposte all’aumento dei costi energetici e spesso con margini finanziari limitati.
A livello nazionale, il conto totale sfiora i 29 miliardi di euro, con il Nord Est tra le aree maggiormente penalizzate. Secondo la CGIA, gli interventi adottati finora dal Governo, tra decreto bollette e taglio delle accise, risultano insufficienti rispetto alla portata dell’emergenza.
L’associazione chiede quindi misure strutturali più incisive, a partire da un maggiore coinvolgimento dell’Unione Europea per contenere i prezzi, sostenere famiglie e imprese e ridurre la dipendenza energetica dalle fonti fossili.
Il rischio concreto, avverte la CGIA, è che il combinato disposto di inflazione energetica, aumento dei trasporti e rincaro delle utenze finisca per comprimere consumi, investimenti e competitività, colpendo in modo particolare le fasce economicamente più fragili e il cuore produttivo del Veneto.
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