Marco Paolini alla Città della Speranza spiega il legame tra «i mitocondri e la polenta»
Per la festa della mamma a Padova un pomeriggio tra teatro e ricerca scientifica nell’istituto che offre una speranza di cura ai piccoli malati

C’è un filo invisibile, lungo quanto l’evoluzione umana, che lega la polenta preparata da una nonna veneta alle più avanzate scoperte della biologia molecolare. Questo filo è passato ieri pomeriggio, domenica 10 maggio 2026, per i corridoi dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (Irp) Città della Speranza di Padova, trasformando la Festa della Mamma in un’occasione straordinaria di riflessione scientifica e poetica.
Protagonista d’eccezione è stato Marco Paolini. L’attore e regista, con la sua consueta capacità di tradurre la complessità del mondo in narrazione civile, ha regalato ai ricercatori, alle mamme e alla cittadinanza il reading "I mitocondri e la polenta. Da mia nonna a Lynn Margulis". Un omaggio generoso che ha saputo incantare la platea mescolando ricordi d’autore e genetica.
L’eredità biologica: un omaggio al "femminile"
Il cuore della narrazione di Paolini ha toccato un tema scientifico dal profondo valore simbolico: i mitocondri. Queste piccole "centrali energetiche" delle nostre cellule possiedono infatti una caratteristica unica: vengono trasmesse esclusivamente per via materna.
È la madre a donare ai figli questo specifico DNA, creando un legame biologico indissolubile che attraversa le generazioni. Attraverso la storia della celebre biologa Lynn Margulis e l’ironia della "polenta della nonna", Paolini ha esplorato i concetti di endosimbiosi ed evoluzione. Il risultato è stato un percorso emozionante che ha mostrato come la forza del pensiero divergente possa aprire nuove prospettive sulla nostra stessa biografia umana.
La ricerca padovana in prima linea
L’incontro non è stato solo un momento di spettacolo, ma un importante focus sull’eccellenza padovana. In apertura, il Prof. Leonardo Salviati, Coordinatore dell’Area di Genetica e Malattie Rare, ha illustrato l'impegno dell’IRP nello studio delle malattie genetiche mitocondriali, uno dei pilastri fondamentali della ricerca dell’Istituto.
A testimoniare la vitalità della ricerca padovana sono intervenute anche le Junior PI, la Dr. Mara Doimo e la Dr. Maria Andrea Desbats, impegnate quotidianamente nello studio della fisiologia e delle patologie legate a questi organelli. Un lavoro silenzioso e costante volto a trovare nuove cure per le malattie oncoematologiche pediatriche.
Scienza e Cultura: un connubio vincente
Ad accogliere Paolini è stato il Gen. Stefano Lupi, Amministratore Delegato di IRP, che ha sottolineato l’importanza di una comunicazione di qualità per la scienza. «Non avremmo potuto festeggiare meglio la Festa della Mamma nel nostro Istituto – ha commentato Lupi –. Grazie al talento innato di Marco Paolini, siamo riusciti a trasmettere elevati concetti legati alla biologia attraverso un racconto piacevole e accattivante».
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