Velista straziata dallo yacht industriale condannato
Condannato a due anni di carcere, dal tribunale di Rijeka, Ivo Zanatta, l’imprenditore 39enne di Montebelluna proprietario dello yacht che l’estate scorsa era entrato in collisione con una barca a vela dalla quale era caduta una donna di Rovigno straziata poi dalle eliche. Il tribunale ha accolto le motivazioni dell’accusa, secondo le quali l’incidente in mare era avvenuto perchè l’imprenditore aveva inserito il pilota automatico del suo yacht senza monitorare il traffico in mare. La legge, in casi come questo, prevede una pena dai tre ai dieci anni, ma il tribunale ha deciso di comminare una pena inferiore al minimo previsto per il comportamento esemplare tenuto durante tutto lo svolgimento del processo e perchè Ivo Zanatta non aveva precedenti.

IVO ZANATTA DI MONTEBELLUNA CHE CON IL SUO MOTOSCAFO YACHT HA SPERONATO UNA BARCA A VELA AL LARGO DELLE COSTE CROATE, MORTA UNA DONNA DI ROVIGNO MANUELA VISKOVIC. in foto un pezzo della blue note
L’imprenditore montebellunese, che era in libertà su cauzione, non era presente in aula al momento della lettura del verdetto. Il padre Giuliano fa sapere che la condanna, al di sotto del minimo della pena, potrebbe portare in appello all’applicazione della condizionale. Quindi l’imprenditore non rischierebbe più il carcere. L’incidente che gli è costato la condanna era avvenuto il giorno di Ferragosto a sei miglia da Unje. Ivo Zanatta e la sua famiglia stavano trascorrendo un periodo di ferie a bordo dell’Emi’s Light di 17 metri. A un tratto c’era stata quella collisione con una barca a vela sulla quale c’erano un turista olandese e Manuela Viskovic, la donna di Rovigno caduta in acqua e straziata poi dall’elica dello yacht. Con Ivo Zanatta c’erano la moglie, i due figli e la baby sitter. Era stato dato subito l’allarme, la donna era stata adagiata sul tender, ma i soccorsi tardavano e Ivo Zanatta a quel punto aveva deciso di riportare la donna verso il porto quando era arrivata l’imbarcazione di soccorso. Mentre la famiglia era rientrata nella casa di Caonada, Ivo Zanatta era stato trattenuto in Croazia a disposizione dell’autorità giudiziaria che stava provvedendo a ricostruire la dinamica dell’incidente e a capire se al timone c’era l’imprenditore o era stato inserito il pilota automatico. Solo successivamente, dopo aver versato la cauzione, Ivo Zanatta era potuto tornare dai suoi. E’ una famiglia notissima quella degli Zanatta. Il papà Giuliano era stato il fondatore della Jolly Scarpe e della Oxtar, aziende cedute poi al gruppo milanese Axia ma al cui interno era rimasto Ivo Zanatta con una quota del 30%.
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