Sindaci uniti: tutti in marcia a Gorgo
In mille al corteo, tra rabbia e cordoglio. In testa a tutti Daniele Pelliciardi. Senza distinzione d’appartenenza politica i primi cittadini hanno testimoniato ieri sera il loro sdegno. Gava lascia la piazza in polemica coi leghisti

GORGO AL MONTICANO
. I sindaci della Marca e oltre un migliaio di cittadini uniti per chiedere maggiore sicurezza. E' una voce unanime quella che si è levata ieri sera da un territorio ferito, proprio in quella Gorgo al Monticano dove una settimana fa si è compiuto l'atroce delitto di Guido Pelliciardi e Lucia Comin. In tanti, tantissimi hanno marciato al crepuscolo, con le fiammelle accese per dire che la rabbia è più forte della paura, ma la sicurezza è un diritto.
Numerosa soprattutto la gente comune che ha sfilato silenziosamente per le vie del paese. Il corteo si è formato davanti al municipio e poco dopo le 20 ha iniziato il percorso luminoso. In testa il figlio delle vittime, Daniele con la moglie Cristina e i piccoli Laura e Alessio. Una famiglia unita che, dopo i funerali di ieri pomeriggio, ha voluto esserci per ringraziare pubblicamente quanti gli sono stati vicini in questi giorni terribili.
Accanto a loro Firmino Vettori, il primo cittadino di Gorgo, che ha fortemente voluto la manifestazione alla alla quale hanno aderito i colleghi di tutta la Provincia. All'appello non mancava proprio nessuno. Nemmeno il decano dei sindaci trevigiani, il primo cittadino di Moriago della Battaglia, Pergentino Breda. Con loro, tra gli altri, anche il presidente della Provincia Leonardo Muraro e l'assessore regionale Fabio Gava. Ma al di là delle autorità a colpire è stata la folla luminosa che per poco meno di un'ora ha sfilato nel più assoluto silenzio. Padri con i figli per mano, madri con carrozzine, giovani armati di torce, tanti soprattutto gli anziani. Almeno un migliaio di persone di tutte le età ed estrazioni, in questi giorni combattuti tra rabbia e paura, scesi in strada per chiedere tranquillità per sè e per le proprie famiglie.
Una folla silente preceduta solo dallo striscione con lo slogan coniato dai volontari della protezione civile «Per Guido e Lucia... in silenzio: più controllo, più sicurezza, più giustizia». Uno slogan che Firmino Vettori ha voluto mantenere fino alla fine con la sola eccezione di un applauso dedicato a Daniele Pelliciardi e poche parole di commiato. «Questa è stata una fiaccolata di solidarietà - spiega - per dire solo che vogliamo più controlli per tornare a vivere più tranquilli». Ha parlato anche Daniele che con il cuore in mano ha ripetuto più volte un «Grazie, grazie a tutti».
L'intervento più accorato è stato quello di Giampaolo Gobbo, sindaco di Treviso. «Riprendiamoci la nostra comunità per garantire un futuro ai nostri figli - dice - non possiamo essere come cinque dita che si graffiano, ma dobbiamo essere un pugno chiuso che si alza per chiedere di riprendersi la propria identità e comunità». «Il silenzio di questa sera deve pesare come una montagna sulle spalle di uno Stato che non sa garantire la sicurezza - tuona infine Leonardo Muraro - perchè crediamo di avere tutto il diritto alla sicurezza che quanto accaduto a Gorgo non debba succedere mai più
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