Sindaci contro il nuovo tribunale di Bassano, ma non tutti: «È una risorsa»

Padova e Vicenza contestano la riedizione di Bassano. Treviso, con Conte, invece è favorevole

Sabrina Tomè
La vecchia sede del tribunale di Bassano
La vecchia sede del tribunale di Bassano

Non solo il fronte dei “tecnici”, degli avvocati e dei magistrati. In campo, sulla questione della riapertura del tribunale di Bassano prevista dal disegno di legge del governo in discussione in seconda Commissione alla Camera, ci sono anche i sindaci dell’area interessata.

Favorevole il primo cittadino di Treviso Mario Conte, Lega: «È una questione molto territoriale», premette, «se è stata fatta questa richiesta una necessità evidentemente c’è». Il dubbio era legato agli organici. Ma, spiega Conte, esso è stato fugato: «Avute le rassicurazioni sul fatto che Treviso non verrà indebolito dal punto di vista delle risorse e del personale, non posso che essere favorevole a un’ulteriore risorsa nel territorio che migliorerà i servizi per i cittadini».

E precisa: «La mia preoccupazione originaria è che l’apertura di Bassano comportasse una perdita di risorse. Ho ricevuto rassicurazioni che non ci sarà un indebolimento di Treviso. Non voglio fare battaglie campanilistiche, i territori conoscono quali sono le esigenze. E le categorie sono favorevoli». Sulla stessa linea il sindaco di Cittadella Luca Pierobon, Lega: «Ce lo chiedono i cittadini e i professionisti, le persone e le imprese».

E poi c’è lo schieramento che guarda con perplessità a Bassano. Spiega il sindaco di Padova Sergio Giordani: «Si tratta di una manovra non condivisibile, che non migliora il funzionamento della Giustizia, creando campanilismi e rendendo meno funzionale la gestione amministrativa, che ha dei costi che possono essere evitati per la comunità, che danneggerà la città di Padova e grossa parte del suo territorio provinciale togliendo risorse e funzioni al nostro Tribunale. Sono perfettamente in linea con la contrarietà che si è levata dall’Avvocatura e da altri autorevoli mondi, come da altri sindaci che già si sono espressi chiedo un ripensamento».

Una sessantina di sindaci del Vicentino ha firmato contro la riapertura. E il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai ha chiesto un’audizione in Commissione per discutere dei disagi legati all’istituzione della nuova sede. «C’era stato un impegno da parte del governo e di tutti gli esponenti della maggioranza rispetto al fatto che, se fosse mai nato, il tribunale della Pedemontana non avrebbe mai dovuto sottrarre personale ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso», afferma Possamai. «Purtroppo il disegno di legge che è stato presentato dice esattamente il contrario: il personale andrà sottratto proprio a questi tre tribunali che sono già in difficoltà per le enormi carenze di organico. Se dovesse passare questa linea la giustizia in Veneto sarebbe messa definitivamente in ginocchio».

Il sindaco Gianantonio Michelusi di Thiene, alla guida di una giunta di centrosinistra, entra nel merito: «È quanto di più anacronistico si possa immaginare. In un periodo storico in cui si tende a razionalizzare i servizi e a consorziare risorse ed energie, un nuovo tribunale che individua il proprio territorio di competenza sottraendolo ai tribunali vicentino, padovano e trevigiano usufruendo per di più di risorse umane già ad essi assegnato, è un progetto che nasce già monco e in contraddizione con i tempi. L’articolo 5 del ddl prevede infatti che al nuovo tribunale non sia destinato personale assunto ad hoc, ma personale individuato attraverso procedure di trasferimento da altri tribunali.

Tale circostanza finirà inevitabilmente con il depauperare gli altri tribunali e in particolare quello di Vicenza che già oggi soffre più degli altri in Veneto di carenze di organico molto importanti tali da rallentare l’attività giurisdizionale e tali da non consentire al cittadino un servizio adeguato. A Vicenza infatti l’organico è gravemente carente sia per quanto attiene il numero dei magistrati che per quanto attiene il personale amministrativo delle cancellerie».

Sulla prossimità: «Affermazione palesemente infondata. La città di Thiene fa da sempre riferimento a Vicenza. Il cittadino, le imprese e tutte le categorie economiche da sempre si recano a Vicenza quando necessitano di un servizio giurisdizionale e dover ora rivolgersi ad un tribunale situato a Bassano sarebbe uno stravolgimento di consuetudini consolidate e fortemente radicate». 

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