Sanità, il patto di Stefani con i nuovi dg: priorità a telemedicina e integrazione ospedale-territorio
Documento firmato a palazzo Balbi dal governatore: tra gli impegni sviluppo della telemedicina, monitoraggio delle prescrizioni e rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio

Patti chiari e amicizia lunga. Un documento in più punti: al centro la persona, il territorio e l’innovazione.
Poi un rafforzamento del rapporto istituzionale con quelli che vengono definiti i “sindaci della sanità”, chiamati a collaborare nella definizione delle priorità assistenziali.
Oggi, 4 marzo, a palazzo Balbi la cerimonia ufficiale di “investitura” dei direttori generale di Usl e aziende ospedaliere venete, che il presidente della Regione Alberto Stefani ha nominato il 28 febbraio.
Il governatore del Veneto ha firmato un patto che si dipana in diversi ambiti della sanità. Rispettarlo sarà obbligo dei dg.
Tra gli obiettivi principali figura lo sviluppo della telemedicina e del teleconsulto, strumenti pensati per garantire una presa in carico più rapida ed efficace dei pazienti, con particolare attenzione alle fasce più fragili, come malati oncologici, persone con disabilità, bambini e anziani.
Sul fronte dell’accesso alle cure si punta al rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni specialistiche, in linea con le direttive regionali, affiancato da un sistema di monitoraggio informatico dell’appropriatezza prescrittiva.
Un altro asse strategico riguarda il rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio, per assicurare una presa in carico completa del paziente sia al momento dell’ingresso nelle strutture ospedaliere per acuti sia nella fase di dimissione.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al funzionamento delle Case della Comunità, con il monitoraggio degli accessi e delle prestazioni erogate, insieme all’analisi dei dati sui pronto soccorso e sull’attivazione dei percorsi di cure palliative domiciliari.
Nel quadro delle misure finanziate dal Pnrr, proseguirà il progetto “Casa come primo luogo di cura”, con l’obiettivo di potenziare l’assistenza domiciliare integrata (Adi e Adimed) e sviluppare percorsi dedicati anche alla gestione delle fasi terminali della vita.
Il piano include inoltre iniziative di prevenzione della cronicità, attraverso l’apertura e la promozione delle “Palestre della salute” e l’organizzazione di giornate dedicate agli screening, oltre a campagne informative sul funzionamento dei servizi di telemedicina.
Tra le priorità anche i progetti di umanizzazione delle cure, con particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti oncologici, soprattutto nella fase successiva alle terapie attive, accompagnandoli – quando necessario – verso percorsi di cure palliative.
Non manca un capitolo dedicato al personale sanitario: sono previste azioni per favorire la conciliazione tra vita e lavoro, ridurre lo stress e migliorare la qualità degli ambienti di lavoro, anche attraverso politiche di retention per trattenere i professionisti.
Infine verranno attivati programmi di deblistering per migliorare l’aderenza alle terapie e percorsi interaziendali per favorire la partecipazione a studi clinici fino alla fase 2b, con particolare attenzione ai farmaci di nuova generazione.
Qui tutti nomi dei direttori generali nominati da Stefani:
* Ulss 1 Dolomiti – Giuseppe Dal Ben (commissario fino al 30 giugno 2026)
* Ulss 2 Marca Trevigiana – Giancarlo Bizzarri (nuovo)
* Ulss 3 Serenissima – Massimo Zuin (nuovo)
* Ulss 4 Veneto Orientale – Carlo Bramezza (ex DG Ulss 7 Pedemontana)
* Ulss 5 Polesana – Mauro Filippi (ex DG Ulss 4 Veneto Orientale)
* Ulss 6 Euganea – Patrizia Benini (ex DG Ulss 9 Scaligera)
* Ulss 7 Pedemontana – Giovanni Carretta (nuovo)
* Ulss 8 Berica – Peter Assembergs (nuovo)
* Ulss 9 Scaligera – Pietro Girardi (ex DG Ulss 5 Polesana)
* Azienda Ospedale Università di Padova – Paolo Fortuna (ex DG Ulss 6 Euganea)
* Azienda Universitaria Integrata di Verona – Paolo Petralia (nuovo)
* Istituto Oncologico Veneto IOV – Patrizia Simionato (ex DG Ulss 8 Berica)
* Azienda Zero – Paolo Fattori (nuovo)
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso









