"Silvio? Soffrì ma rinunciò alla sacra Rota"

Don Zuliani: "E' un vero cristiano"
Continua la degenza di Don Antonio Zuliani all’ospedale De Gironcoli dopo l’incidente stradale di qualche settimana fa. Il padre spirituale del premier Silvio Berlusconi cerca di farsi coraggio, con il desiderio di ritornare al più presto dai suoi ragazzi della Piccola Comunità. Seppur affaticato, il presidente della struttura di via Molmenti che ospita ragazzi per aiutarli a uscire dalle dipendenze di alcol e droga, ha trovato la forza, nei giorni scorsi, per parlare dell’amico Silvio Berlusconi. Nell’intervista che il sacerdote di 88 anni (vittima a metà maggio di un incidente stradale che lo costringe ancora a letto in ospedale) ha rilasciato al Corriere della Sera, definisce l’attuale presidente del consiglio come «un uomo di grande fede e profondità religiosa».


Recentemente il premier ha affrontato il tema della comunione e dei divorziati ai quali questa non è permessa, chiedendo anche al vescovo di Tempo Pausania di fare qualcosa per consentire l’accesso a questo sacramento. «L’ho visto soffrire il disagio della situazione in cui si è trovato dopo il divorzio. Lui avrebbe potuto chiedere l’abolizione in modo formale, alla Sacra Rota. Non ha voluto. Ha scelto di accettare pienamente le conseguenze della sua decisione», ha affermato il sacerdote di Conegliano. Don Zuliani ha poi ricordato come anche la mamma (di cui a febbraio ha concelebrato il funerale) e il padre del premier siano stati «grandi credenti, di una religiosità signorile e composta». Amico della famiglia Berlusconi da cinquant’anni, don Antonio Zuliani gode della piena fiducia di Berlusconi che nel 2000 era giunto a Conegliano per onorare i quaranta anni di amicizia, arrivando persino a confessare ai giovani ospiti della comunità di Don Antonio di aver superato un grave male.

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