Sci alpino, Cortina e Arabba sono sempre più esclusive

Lo sport invernale per eccellenza diventa sempre più classista. L’albergatore Leandro Grones spiega: «Solo certe categorie di sciatori possono permettersi mete come Arabba e Cortina»

Un gruppo di sciatori stranieri lungo le piste del comprensorio 5 Torria Cortina d’Ampezzo durante la scorsa stagione
Un gruppo di sciatori stranieri lungo le piste del comprensorio 5 Torria Cortina d’Ampezzo durante la scorsa stagione

Lo sci sempre più classista. Ovvero: i ricchi che possono spendere si accaparreranno le piste di Cortina ed Arabba. La classe media popolerà quelle del Civetta e di Falcade-San Pellegrino, oppure di Auronzo, Misurina e Padola.

E gli altri, a scendere, dovranno accontentarsi del Nevegal, del Monte Avena o di Croce d’Aune. Con la crisi che incalza e gli incrementi degli skipass, che si accompagneranno a quelli dell’ospitalità, la prossima stagione turistica rischia di segmentare ancora di più il popolo dello sci.

Tra chi può permettersi di spendere fino a 89 euro per un giornaliero e oltre 240 a famiglia solo per una giornata di discese in alta stagione (senza contare le altre spese). E chi no. Quindi, di fatto, con i pendolari mordi-e-fuggi che arriveranno fino nello Zoldano o ad Alleghe, piuttosto che a Falcade, e gli stanziali che potranno permettersi le stazioni ed i circuiti più pretenziosi.

«Bisogna che prendiamo atto della realtà di fatto» dice l’albergatore Leandro Grones di Arabba, «Il SellaRonda si sta consolidando, a livello internazionale, come il cuore dello sci più spettacolare, con prerogative che possono permettersi determinate categorie di sciatori. Qui come a Cortina».

Con una presenza maggiore di stranieri rispetto agli italiani. E, dove, dunque, pagare un giornaliero 89 euro non fa problema.

«È ancora presto per parlare di dati» dice Sandra Ruatti, presidente dell’associazione degli albergatori, «Ma stanno già arrivando prenotazioni, anche grazie al driver olimpico. Almeno tra Natale e Capodanno prevediamo l’arrivo di tanti connazionali, mentre negli altri periodi della stagione la prevalenza delle presenze sarà soprattutto straniera».

I rincari dei prezzi per sciare preoccupano Cortina? La conca ha, tra l’altro, il problema di recuperare oltre due mesi di deficit dell’inverno scorso, con piste e impianti chiusi in parte alla clientela per i Giochi.

«In questi giorni si parla di rincari dei prezzi degli skipass ma non è un aspetto che ci preoccupa» dice la presidente degli albergatori, «Cortina ha il suo pubblico, tanti amatori che da tutte le parti del mondo vengono per il puro piacere di godersi i nostri panorami e di sciare sulle nostre piste». Nulla di strano, quindi, in merito agli incrementi di Dolomiti Superski: c’è chi può permetterseli.

«Analizzando comunque le tariffe dei competitors americani ed europei siamo tra i più convenienti, ma con anche la possibilità di godere senza soluzione di continuità, tra una sciata e un piatto di canederli in rifugio, l’esclusività delle Dolomiti Unesco, che non è mica poca cosa».

Si deve anche tener conto – puntualizza poi – degli aumenti spropositati dell’energia utilizzata per l’innevamento e del gasolio. Un gatto delle nevi ne consuma 300 litri a notte. Solo nel comprensorio di Arabba operano contemporaneamente più di 20 gatti a notte, il che cuba qualcosa come 14.000 euro al giorno ai quali va aggiunto unitariamente il costo dell’operatore specializzato, la manutenzione e l’ammortamento del mezzo vicino agli 80 mila euro l’anno.

Questo solo per citare un centro di costo che non è tra i maggiori.

 

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